ROMA - “Ho solo suggerito quella che poteva essere una bellissima opportunità”. Così Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti d’America per le Partnership Globali, ha chiarito la sua idea di ripescare l’Italia ai Mondiali americani al posto dell’Iran, qualora dovesse rinunciare. “L’ho fatto per gli azzurri, mi è dispiaciuto molto per la sconfitta in Bosnia. L’Italia ha tutto il pedigree, ha vinto quattro Mondiali e in questo momento avere l’Italia in America sarebbe stato il mio sogno”. Ma un possibile ripescaggio dell’Italia per i prossimi Mondiali in caso di rinuncia dell’Iran non rientra nei piani della Fifa. L’indiscrezione, che cita fonti vicine alla federcalcio internazionale, chiude definitivamente la porta alla possibilità. Un’ipotesi che, per come presentata, non è comunque piaciuta a chi rappresenta lo sport italiano. “Mi sentirei offeso - ha affermato il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio -. Bisogna meritarsi di andare al Mondiale”. Dello stesso avviso il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi: “Non è opportuno, ci si qualifica sul campo”. “La trovo una cosa vergognosa. Io mi vergognerei”, ha sentenziato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
“Da tifosi non si può che sperare, da persone che hanno una logica nella quale ci sono situazioni collegate a un quadro normativo ho delle grandi perplessità - sono invece le parole del presidente della Lnd, Giancarlo Abete, possibile candidato alla poltrona di numero uno della Figc -. Tutto può avvenire ma se, come leggo, il soggetto fa la proposta per Trump non saprei da che parte iniziare”. “Io sapevo che c’era una situazione collegata alla rappresentatività di aree geografiche. Se fossi un continente direi che quel posto spetta a una squadra dello stesso continente. Onestamente non ho approfondito, speravo di non doverlo fare quando mi sono dimesso nel 2014, poi c’è stata necessità di farlo perchè non ci siamo qualificati per tre volte consecutive alle fasi finali” ha concluso Abete. “È una cosa che in genere si fa, certamente non è brillante, non è il massimo ma l’utile è utile. Se ci fosse la possibilità dovremmo prenderla, anche se non è molto sportiva”. A dirlo è invece l’ex portiere e campione del mondo Dino Zoff.
Dall’Iran, intanto, è arrivata una secca smentita su una mancata partecipazione della propria selezione: “Il Ministero della Gioventù e dello Sport ha annunciato, su ordine del ministro, la piena preparazione della nostra nazionale di calcio per la partecipazione ai Mondiali del 2026 negli Stati Uniti. Sono stati presi i provvedimenti necessari affinché questi ragazzi possano partecipare con orgoglio e successo”. Ancora più dura è l’ambasciata iraniana in Italia, secondo cui “il tentativo di escludere l’Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la ‘bancarotta morale’ degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di 11 giovani iraniani sul terreno di gioco”. Al momento, quindi, la partecipazione azzurra al Mondiale oltreoceano sembra ancora meno di un miraggio.