PALERMO - La famiglia di Angelo Onorato, l’architetto trovato morto nella propria automobile a Palermo, torna a chiedere ulteriori indagini sulle circostanze del decesso.

L’avvocato Vincenzo Lo Re, legale della vedova Francesca Donato, eurodeputata della Lega, ha presentato una nuova opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nel procedimento per omicidio a carico di ignoti. 

Gli inquirenti, dopo una lunga attività investigativa, sono giunti alla conclusione che l’uomo si sia tolto la vita, ma si tratta di una ricostruzione che la famiglia continua a contestare, ritenendo che diversi elementi non siano stati sufficientemente approfonditi. 

“Riteniamo che aspetti fondamentali della vicenda non siano stati ancora chiariti e che permangano elementi che meritano ulteriori accertamenti”, ha dichiarato Lo Re. 

Il legale richiama in particolare l’ordinanza del 20 marzo 2026, con la quale il giudice per le indagini preliminari aveva accolto una precedente opposizione e disposto nuove verifiche. 

Gli approfondimenti richiesti riguardavano i possibili accessi pedonali alla zona del ritrovamento, gli aspetti medico-legali, le tracce genetiche e i rapporti personali ed economici della vittima. 

Secondo la difesa, tuttavia, alcune verifiche non sarebbero state eseguite, mentre altre sarebbero risultate incomplete. 

Uno dei punti contestati riguarda la videosorveglianza. Gli investigatori hanno sostenuto che l’area fosse raggiungibile soltanto attraverso un percorso controllato dalle telecamere, ma l’avvocato Lo Re osserva che, secondo le annotazioni della stessa Squadra Mobile, le telecamere non inquadrano né l’inferriata situata accanto all’automobile né l’accesso pedonale a via Minutilla. 

Nell’opposizione vengono richiamati anche altri elementi che, secondo il legale, sarebbero difficilmente conciliabili con l’ipotesi del suicidio. 

Tra questi figura lo sportello posteriore destro dell’auto, che risulterebbe aperto alle 11.07 e mai successivamente richiuso. La difesa segnala inoltre la presenza di aghi di pino sui tappetini posteriori e una posizione ritenuta anomala della cintura di sicurezza. 

Ulteriori dubbi riguardano la fascetta rinvenuta sulla vittima, sulla quale non sarebbero state rilevate impronte digitali. 

La famiglia richiama anche una telefonata effettuata da Onorato alle 11.07, durante la quale l’architetto avrebbe riferito a un dipendente di essere “con persone”. 

All’atto di opposizione è stata allegata una relazione della genetista di parte Elena Carra, che segnala la presenza di tracce di Dna attribuibili a uno o più soggetti non identificati su dodici reperti. 

La consulente chiede ulteriori approfondimenti per valutare il significato di questi elementi e sottolinea che la presenza di materiale genetico non identificato, da sola, non dimostra comunque il coinvolgimento di altre persone nella morte dell’architetto. 

“Il nostro obiettivo è che venga fatta piena luce sulla morte di Angelo Onorato”, ha ribadito Lo Re, sottolineando che, secondo la famiglia, le questioni ancora irrisolte rendono necessario proseguire gli accertamenti. 

Spetterà ora al giudice valutare la nuova opposizione e decidere se accogliere la richiesta di archiviazione della Procura oppure disporre ulteriori indagini.