LECCE - Sono iniziati questa mattina gli accertamenti dei carabinieri del Ris di Roma nell’abitazione di Casarano, in provincia di Lecce, dove Roberta Bertacchi, 26 anni, originaria di Ruffano, fu trovata impiccata a un balconcino all’alba del 6 gennaio 2024.
Il sopralluogo è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Francesco Valente nell’ambito di un incidente probatorio, dopo che il magistrato ha accolto l’opposizione presentata dalla famiglia della giovane alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Lecce.
L’obiettivo degli specialisti del Reparto investigazioni scientifiche è approfondire le circostanze della morte e verificare alcuni elementi che, secondo i consulenti della famiglia, presenterebbero incongruenze ancora da chiarire.
In particolare, gli accertamenti riguardano le poche impronte di calzature individuate nel luogo del ritrovamento del corpo e le caratteristiche del nodo della sciarpa rinvenuta stretta intorno al collo della ventiseienne.
Per effettuare ulteriori verifiche, nella giornata di ieri i carabinieri del Ris hanno proceduto all’estumulazione della salma nel cimitero di Ruffano.
L’operazione è stata necessaria per recuperare gli stivali neri che Roberta indossava quando venne trovata senza vita. Le calzature saranno sottoposte a esami comparativi con le impronte rilevate all’interno dell’abitazione.
Gli investigatori cercheranno così di stabilire se le tracce siano compatibili con gli stivali della giovane, un elemento considerato importante per ricostruire quanto avvenuto nelle ore precedenti alla morte.
L’inchiesta vede indagato per istigazione al suicidio Davide Falcone, 37 anni, all’epoca fidanzato della vittima.
L’uomo è inoltre sotto processo, in un procedimento distinto, per maltrattamenti in famiglia. Secondo gli elementi raccolti dagli inquirenti, avrebbe sottoposto la giovane a ripetuti episodi di violenza, intimidazioni e soprusi. Si tratta di contestazioni ancora sottoposte alla valutazione della magistratura.
La famiglia di Roberta ha continuato a chiedere ulteriori approfondimenti investigativi, contestando la possibilità di chiudere il caso senza aver chiarito le circostanze della morte.
I nuovi esami scientifici dovranno fornire elementi utili per valutare la ricostruzione dei fatti e le incongruenze segnalate dai consulenti.
L’incidente probatorio consentirà di acquisire i risultati degli accertamenti con le garanzie previste dalla procedura penale. Resta da stabilire se le nuove verifiche porteranno elementi in grado di modificare il quadro investigativo.