SYDNEY – Il governo del New South Wales sta mettendo in primo piano le proprie credenziali nel settore minerario a pochi mesi dalle elezioni statali, mentre One Nation guadagna terreno proprio nelle regioni dove carbone e risorse naturali hanno un peso economico e politico determinante.

Il ministro statale delle Risorse naturali Courtney Houssos ha aperto oggi una fiera internazionale del comparto cercando di rafforzare l’immagine del NSW come “lo Stato delle miniere”.

“Vogliamo mostrare al mondo che il NSW è aperto agli affari”, ha dichiarato, rivendicando le riforme adottate dal governo per mantenere competitivo il settore a livello internazionale.

Tra le misure indicate figurano modifiche alla pianificazione, un sistema di rinvio delle royalty, un piano sul carbone con un orizzonte futuro di 25 anni e nuovi investimenti nell’esplorazione.

Houssos ha inoltre richiamato l’accordo sui minerali critici raggiunto nel 2025 tra gli Stati Uniti e il governo federale australiano.

La campagna sulle risorse prende però avvio mentre il Partito laburista del premier Chris Minns si trova a fronteggiare una competizione sempre più serrata nelle aree minerarie.

Un sondaggio Pureprofile commissionato dalla società di esplorazione energetica Advent Energy registra Partito laburista e One Nation entrambi al 33 per cento nelle intenzioni di voto nella regione esaminata.

I Verdi raggiungono il 16 per cento, superando il 14 per cento complessivo attribuito alla Coalizione.

Minns ha riconosciuto che i dirigenti di One Nation, radicati nela regione del Hunter, stanno ottenendo risultati “straordinariamente buoni” nei sondaggi e rappresentano ormai una realtà politica con cui fare i conti.

Il premier ha tuttavia sottolineato che il voto non è ancora iniziato e ha contrapposto il programma del Partito laburista, centrato su investimenti, tutela dei salari e opposizione alle privatizzazioni.

La politica mineraria è diventata ancora più centrale dopo una decisione dell’Alta Corte di ottobre che ha bloccato l’espansione di una miniera a Muswellbrook.

One Nation e la Coalizione federale hanno accusato il quadro sulle emissioni del NSW di limitare lo sviluppo del settore.

Il ricorso era stato promosso da gruppi locali contrari all’espansione di Mount Pleasant, sostenendo che l’autorità di pianificazione statale non avesse tenuto in adeguata considerazione le emissioni prodotte a valle della catena commeciale.

Minns ha successivamente annunciato un “intervento una tantum” per proteggere l’occupazione, sostenendo che la sentenza avrebbe potuto imporre una riduzione della produzione e mettere a rischio almeno 400 posti di lavoro.

La deputata dei Verdi Sue Higginson aveva invece accusato il governo di piegarsi agli interessi dei grandi gruppi del carbone.