GAZA - I sostenitori del presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen) e del partito Fatah (lo storico partito palestinese legato a Yasser Arafat) hanno ottenuto la maggioranza dei seggi nelle recenti elezioni municipali palestinesi.

Le consultazioni, svoltesi sabato 25 aprile, hanno segnato un momento storico: per la prima volta dal 2006, il voto ha incluso una città della Striscia di Gaza, Deir al-Balah, gestita dal 2007 dall’amministrazione di Hamas. 

Nonostante Hamas non abbia presentato formalmente candidati a Gaza e abbia boicottato il voto in Cisgiordania, i risultati elettorali sono stati letti come un importante indicatore politico. In Cisgiordania, Fatah ha conquistato comuni chiave come Hebron, Tulkarem e Salfit, mentre in altre città, tra cui Ramallah e Nablus, il risultato è stato ottenuto per acclamazione data l’assenza di liste concorrenti.  

A Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza, città considerata simbolo dell’integrità del futuro Stato palestinese perché meno colpita dai danni del conflitto, la lista Nahdat Deir al-Balah sostenuta da Fatah ha ottenuto sei dei quindici seggi totali. Al contrario, la lista “Deir al-Balah ci unisce”, considerata vicina ad Hamas da residenti e analisti, si è fermata a soli due seggi, mentre i restanti sono stati suddivisi tra i gruppi locali indipendenti “Future of Deir al-Balah” e “Peace and Building”. 

Le elezioni si sono svolte in un clima di “sfide complesse e circostanze eccezionali”, come sottolineato dal premier Mohammad Mustafa. La Commissione elettorale centrale, guidata da Rami Hamdallah, ha dovuto affrontare enormi ostacoli logistici, a partire dalla necessità di autosufficienza a Gaza: a causa delle restrizioni di sicurezza israeliane che impedivano l’ingresso di materiale elettorale, i residenti di Deir al-Balah hanno infatti dovuto stampare localmente le schede e preparare le urne in modo autonomo.  

Si è registrato inoltre un netto divario di partecipazione che riflette la diversa situazione dei due territori, con un’affluenza del 56% in Cisgiordania contro il 23% di Gaza.

Hamdallah ha attribuito la bassa partecipazione nell’enclave alla dipendenza da un registro civile non aggiornato, che non tiene conto delle migliaia di vittime e dei massicci spostamenti di popolazione causati dalla guerra. Come dire: quei non-votanti che apparentemente hanno disertato il seggio, con ogni probabilità sono morti o sfollati. 

Per l’Autorità Nazionale Palestinese (Anp), l’inclusione di Gaza è un passo cruciale verso il rafforzamento della democrazia e l’unità nazionale. Secondo l’analista Reham Ouda, gli elettori che hanno scelto Fatah cercano un segnale di cambiamento politico che possa garantire maggiore sostegno internazionale per la governance locale. 

Mentre il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, ha minimizzato i risultati affermando che non incideranno sulle questioni nazionali, il governo di Abu Mazen vede nel voto di Deir al-Balah un successo diplomatico e simbolico. La sfida ora si sposta sulla capacità della nuova amministrazione di gestire una città di 75.000 abitanti che ospita centinaia di migliaia di sfollati con bisogni urgenti di acqua, cibo e servizi essenziali.