TEHERAN - Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha definito “molto positiva” la sua recente missione diplomatica, che lo ha visto impegnato tra Pakistan, Oman e, da oggi, San Pietroburgo. Il viaggio, finalizzato a consolidare i rapporti regionali, ha fatto emergere una nuova strategia di Teheran per uscire dall’attuale stallo bellico e diplomatico.
Secondo quanto riportato da Axios, che cita fonti ufficiali statunitensi, l’Iran ha presentato agli Stati Uniti (tramite mediatori pakistani) una nuova proposta per superare la crisi attuale. Il piano prevede l’immediata riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine del blocco navale, dando priorità alla navigazione, insieme a un cessate il fuoco prolungato o alla fine definitiva delle ostilità per sospendere il conflitto. Infine, la proposta contempla il differimento del nucleare, rinviando i negoziati sul programma atomico a una fase successiva, una volta risolta la crisi immediata.
Questa mossa appare come un tentativo di superare le divisioni interne alla leadership iraniana, che al momento non riesce a trovare un consenso unanime sulle concessioni da offrire sul fronte nucleare.
La Casa Bianca ha ricevuto la proposta, ma la reazione rimane prudente. Sebbene l’apertura dello Stretto di Hormuz sia una priorità globale, l’amministrazione del presidente Donald Trump teme che un accordo immediato possa privare gli Stati Uniti della principale leva negoziale per ottenere concessioni sul programma nucleare, in particolare la sospensione dell’arricchimento dell’uranio.
Un funzionario statunitense ha sottolineato che, mentre i negoziati proseguono dietro le quinte, la posizione di Trump rimane ferma: gli Stati Uniti detengono il potere negoziale e non sono disposti a fare concessioni che possano minacciare la sicurezza a lungo termine. È attesa per oggi una riunione nella Situation Room della Casa Bianca per valutare ufficialmente la nuova linea d’azione.
Dopo aver fatto tappa a Muscat, dove ha incontrato il Sultano dell’Oman (lodato dal ministro come partner fondamentale per la stabilità regionale) Araghchi è giunto a San Pietroburgo. L’incontro con il presidente russo Vladimir Putin è centrale per coordinare le prossime mosse diplomatiche e rafforzare la storica intesa bilaterale su un’ampia gamma di questioni regionali.
Il fallimento, nei giorni scorsi, dell’invio degli emissari Usa Steve Witkoff e Jared Kushner a Islamabad segna la complessità di un negoziato che, pur in cerca di soluzioni pragmatiche, resta ancora appeso a un filo.