BRUXELLES – Il Parlamento europeo ha adottato, con 447 voti a favore, 160 contrari e 43 astensioni, la risoluzione per chiedere una legislazione Ue contro lo stupro basata sull’assenza di consenso.
Gli eurodeputati chiedono alla Commissione europea una nuova normativa complementare alla direttiva Ue del 2024 sulla lotta alla violenza contro le donne e quella domestica, inserendo anche la definizione di stupro basato sull’assenza di consenso, in linea con la dichiarazione di Istanbul. Il risultato è stato accolto con un applauso in Aula.
Il testo, elaborato dalle commissioni Libertà civili e Diritti delle donne all’Eurocamera, porta la firma di due eurodeputate socialiste, la svedese Evin Incir e la polacca Joanna Scheuring-Wielgus. Nella risoluzione, gli eurodeputati invitano i Paesi Ue che si basano ancora su definizioni fondate su forza o violenza ad allineare le proprie legislazioni agli standard internazionali, a partire dalla Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Ue nel 2023. Chiedono inoltre un sostegno e una protezione adeguati per vittime e sopravvissuti in tutta l’Ue.
Il Parlamento chiarisce che il silenzio, la mancata resistenza, l’assenza di un ‘no’, un consenso precedente o la condotta sessuale passata - così come qualsiasi relazione attuale o pregressa - non possono essere interpretati come consenso.
I deputati sottolineano che il consenso va valutato nel contesto, anche nei casi segnati da violenza, minacce, abuso di potere, intimidazione o condizioni di vulnerabilità, come perdita di coscienza, intossicazione, sottomissione chimica, sonno, malattia, disabilità o lesioni.
Le risposte traumatiche, come l’immobilità temporanea o la compiacenza, devono essere prese in considerazione sia nella legislazione sia nella pratica giudiziaria. L’Eurocamera ribadisce inoltre la richiesta di includere la violenza di genere tra i reati europei.
I deputati chiedono un approccio centrato sulla vittima, che includa assistenza medica immediata, cure per la salute sessuale e riproduttiva - compreso l’accesso a un aborto sicuro e legale - supporto psicologico, trattamento del trauma e assistenza legale. Tra le misure proposte figurano anche servizi specialistici gratuiti, come centri di emergenza attivi 24 ore su 24 con supporto medico, psicologico e giuridico.
Tra le richieste anche una formazione obbligatoria, regolare e mirata per tutti i professionisti che possono entrare in contatto con le vittime - dalle forze dell’ordine ai magistrati, dagli operatori sanitari agli avvocati - insieme a linee guida europee sull’educazione alla sessualità e alle relazioni, campagne di sensibilizzazione su consenso e autonomia corporea e iniziative per contrastare i miti sullo stupro e la propaganda ‘incel’ online.
“Il Parlamento europeo si è espresso chiaramente. Le donne in tutta Europa meritano pari protezione e l’Ue deve ora rispondere con una legislazione che garantisca giustizia e certezza del diritto”, ha affermato in una nota l’eurodeputata del Ppe Verena Mertens, plaudendo - a nome dell’intero gruppo - al voto odierno dell’Eurocamera, visto come “un forte appello politico affinché seguano senza indugio proposte legislative concrete”.
“Abbiamo bisogno di una definizione chiara e comparabile di stupro in tutta l’Ue, basata sul consenso liberamente espresso - sottolinea l’eurodeputata tedesca -. Gli atti sessuali senza consenso libero devono essere punibili e la mancanza di resistenza non deve mai essere interpretata come consenso”.
“La protezione di una donna contro lo stupro non dovrebbe dipendere dal Paese in cui vive. La violenza sessuale non conosce confini e l’Europa deve impegnarsi maggiormente a favore delle vittime”, le ha fatto eco la collega di partito Arba Kokalari, evidenziando che “con il voto di oggi” l’Europa è “un passo più vicina” all’obiettivo di una definizione di stupro a livello europeo.