ROMA - E alla fine intesa è stata, frutto di una mediazione sancita con un incontro tra il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e Giovanni Malagò. La Figc è commissariata ma il commissario è il suo stesso presidente eletto lo scorso giugno con il 68,58% delle preferenze prima che il caso del mancato tesseramento mettesse in discussione il suo primo mandato. La strada del compromesso raccoglie così l’unanimità di Giunta e Consiglio Nazionale. La Federcalcio andrà a nuove elezioni “entro e non oltre il 31 gennaio 2027”, anche se Malagò va comprensibilmente di fretta (ha incassato di nuovo il sostegno della Lega Serie A) e ha già indicato il 14 dicembre come “prima data fattibile senza perdere tempo”. La speranza del neo commissario è presentarsi in veste di candidato unico, stavolta con una tessera in più in mano. Il tesseramento arriverà in tempi brevi e sarà con una società impegnata nel sociale. Il compromesso trovato evita così spaccature in Giunta. Alla fine il solo Malagò si è astenuto e non c’è stato neanche bisogno di soffermarsi sul presunto conflitto di interessi di Diana Bianchedi, vice presidente del Coni e fresca di dimissioni come capo delegazione della nazionale di calcio azzurra. L’Anac ha chiarito che tra i due incarichi non vi è incompatibilità e così anche il possibile reintegro in Figc dell’ex olimpionica è approdato sul tavolo della Giunta, ma qualsiasi discorso sarà affrontato dopo le elezioni.