WASHINGTON – Il Pentagono ha introdotto con effetto immediato nuove linee guida che prevedono controlli obbligatori per individuare eventuali carenze di testosterone tra i militari statunitensi in servizio attivo e nella riserva dai 30 anni in su.
La misura dà seguito all’annuncio formulato a luglio dal segretario alla Difesa Pete Hegseth e stabilisce procedure standardizzate di screening e trattamento per uomini e donne.
Secondo il Dipartimento della Difesa, l’obiettivo è migliorare la prontezza operativa delle forze armate attraverso l’individuazione e la gestione di problemi ormonali e di condizioni legate a una disponibilità energetica insufficiente.
Per gli uomini dai 30 anni in poi saranno obbligatori esami del sangue destinati a misurare i livelli di testosterone.
I militari più giovani verranno invece sottoposti agli stessi controlli soltanto su richiesta oppure quando i medici rileveranno sintomi o altri segnali ritenuti compatibili con una possibile carenza.
Per le donne non è previsto un esame di routine del testosterone.
Le linee guida prescrivono tuttavia controlli per sintomi come stanchezza e alterazioni del ciclo mestruale, che possono essere associati a squilibri ormonali, scarsa disponibilità energetica e alla cosiddetta relative energy deficiency in sport, una condizione legata a un apporto energetico insufficiente rispetto al dispendio fisico.
Il documento stabilisce inoltre in quali circostanze possa essere prescritto testosterone alle donne per indicazioni non specificamente approvate.
Questa possibilità viene indicata in particolare per donne in post-menopausa con livelli insolitamente bassi di desiderio sessuale.
Hegseth ha promosso pubblicamente l’impiego del testosterone, ma il nuovo programma ha sollevato interrogativi tra medici ed esperti sulla solidità delle basi scientifiche utilizzate per giustificare uno screening così esteso.
Alcuni specialisti temono che controlli generalizzati possano portare a diagnosi e trattamenti non necessari o, in alcuni casi, potenzialmente dannosi.
Secondo i critici, esistono inoltre poche prove che dimostrino come uno screening universale per bassi livelli di testosterone tra il personale militare possa tradursi direttamente in una maggiore capacità operativa delle forze statunitensi.
Il dibattito medico è destinato a proseguire anche nelle prossime settimane.
La U.S. Food and Drug Administration ha infatti programmato per metà settembre una riunione di esperti dedicata proprio all’impiego clinico del testosterone.