PRATO - È indagato per tentato omicidio l’agente della Polizia Penitenziaria che il pomeriggio del 16 agosto ha sparato tre colpi di pistola nel pronto soccorso dell’ospedale di Prato, colpendo a una gamba un ventiduenne marocchino che stava tentando di scappare. 

Secondo quanto appreso, i legali dell’agente hanno ricevuto questa mattina la comunicazione formale. Il poliziotto penitenziario sarà interrogato nelle prossime ore alla presenza dei suoi difensori di fiducia. 

L’episodio è avvenuto nel reparto di emergenza dell’ospedale pratese. Il giovane, che era stato fermato, avrebbe scaricato un estintore nel pronto soccorso, creando parapiglia, e avrebbe poi tentato la fuga. A quel punto l’agente ha esploso tre colpi, uno dei quali ha raggiunto il ventiduenne a una gamba. 

Il difensore del poliziotto, l’avvocato Vittorio Luigi Fucci, auspica che venga riconosciuta una causa di giustificazione della condotta del suo assistito, richiamando il nuovo decreto sicurezza che ha modificato l’articolo 335 del codice di procedura penale introducendo l’annotazione preliminare nel modello 45 bis. 

Secondo Fucci, quella norma dovrebbe evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per gli agenti quando l’atto compiuto in servizio fa presumere una causa di giustificazione. Una situazione che, a giudizio del difensore, ricorrerebbe nel caso dell’agente penitenziario coinvolto negli spari al pronto soccorso.