A terra, in vaso o per creare delle aiuole, la lavanda è un arbusto irrinunciabile in giardino e sul terrazzo, grazie alla sua coloratissima fioritura viola e al suo profumo intenso.

Adattabile e facile da coltivare, della lavanda esistono tre principali varietà: quella inglese, quella francese, la più conosciuta, e quella italiana, da alcuni chiamata anche spagnola. 

Quando si pianta la lavanda, è bene tenere presente che è un arbusto che ama il sole e a cui non piace essere spostato.

È più facile, infatti, mettere a terra una nuova pianta, piuttosto che trapiantarla da un vaso al terreno. 

Nello scegliere la posizione giusta, bisogna poi considerare che la lavanda, sebbene non cresca eccessivamente in altezza, tende ad allargarsi; sarà quindi necessario tenere la distanza con le altre piante, se si vuole garantire lo spazio necessario per crescere ed essere sufficientemente arieggiata.

La lavanda va innaffiata regolarmente e in maniera non troppo abbondante, non le serve molta acqua, ma un terreno ben drenato senza ristagni d’acqua, pericolosi per la salute della pianta. 

Se l’avete già in giardino, la primavera è il momento ideale per tagliarla e ripulirla. In vista della nuova fioritura, vanno tagliati i due terzi della chioma, eliminando le spighe secche.

Raramente attaccata da insetti nocivi, la lavanda tende a crescere sana, a meno che le radici non restino umide per via del drenaggio o di piogge molto abbondanti. In questo caso, si devono rimuovere i rami più bassi per favorire la circolazione dell’aria intorno alle radici.

La lavanda viene molto utilizzata nella cosmesi per il suo odore gradevole; distillandone i fiori a vapore, si ottiene l’olio essenziale, spesso impiegato nei massaggi rilassanti per infondere calma o alleviare le contratture muscolari.

Per preservare l’aroma tutto l’anno, si può esiccare e conservare, come insegnato dalle nostre nonne, riponendo i fiori secchi di lavanda nei sacchetti, come profuma biancheria.

Il momento ideale per raccogliere i fiori da essiccare è durante l’estate, appena prima che sboccino, meglio in una giornata di sole e quando la rugiada del mattino è appena evaporata. 

Una volta raccolte, le spighe vanno divise in mazzetti e legati con lo spago, poi appesi a testa in giù in un luogo ventilato, ombreggiato e riparato dall’umidità. 

Quando pronte, le spighe vanno sgranate su un telo asciutto e i fiori poi trasferiti in sacchettini di garza per profumare cassetti o ambiente.