BEIRUT - Si aggrava il bilancio delle vittime civili e dei soccorritori nel sud del Libano a causa dei continui raid aerei israeliani. Nelle ultime ore, un attacco nel villaggio di Deir Qanun al-Nahr, nella regione di Tiro, ha provocato sei morti. Tra le vittime, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute libanese, vi sono una bambina siriana e due scout dell’associazione “Risala”, un gruppo di soccorso collegato al movimento sciita Amal, alleato di Hezbollah. Uno dei due soccorritori uccisi lavorava anche come fotografo freelance. 

La scia di sangue sui soccorritori era già iniziata nella notte tra giovedì e venerdì, quando un altro bombardamento israeliano ha investito la città di Hanaouay, sempre nei pressi di Tiro. In quel frangente, il ministero di Beirut ha registrato l’uccisione di altri quattro operatori sanitari, in questo caso affiliati direttamente a Hezbollah. 

Parallelamente ai combattimenti sul campo, si è aperto un fronte di fortissima tensione politica tra Beirut e Washington. Le forze armate libanesi sono state costrette a emettere una nota ufficiale per ribadire la totale fedeltà e lealtà dei propri soldati alle istituzioni. La reazione è scattata dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato un pacchetto di sanzioni che colpisce, per la prima volta nella storia, un ufficiale dell’esercito regolare di Beirut e un esponente della sicurezza statale, accusati di spionaggio a favore di Hezbollah. 

In totale, il governo statunitense ha sanzionato nove individui ritenuti affiliati alla rete del “Partito di Dio”. Tra i nomi spiccano quelli del colonnello dell’esercito Samir Hamadi e di Khattar Nasser Eldin, ufficiale di un altro servizio di sicurezza statale. Secondo l’intelligence di Washington, i due alti ufficiali “hanno condiviso importanti informazioni di intelligence” con Hezbollah nel corso dell’ultimo anno di guerra. 

Il comando militare libanese, che ha precisato di non essere stato informato in anticipo del provvedimento Usa, ha preso nettamente le distanze dalle accuse difendendo il corpo docente e operativo: “Confermiamo che tutti gli ufficiali e i membri dell’istituzione militare svolgono i loro doveri nazionali con la massima professionalità, responsabilità e disciplina, in conformità con le decisioni e le direttive emesse dal comando. La lealtà del personale è esclusivamente verso l’istituzione militare e la nazione, senza altre considerazioni o pressioni esterne”. 

Non si è fatta attendere anche la reazione del gruppo sciita filoiraniano. Hezbollah ha condannato fermamente la mossa del Dipartimento di Stato Usa, liquidandola come “un goffo tentativo di intimidire il popolo libanese libero al fine di rafforzare l’aggressione sionista contro il nostro Paese”.