KIEV - Non si arresta la guerra dei droni e dei bombardamenti a lungo raggio tra Kiev e Mosca. Nella notte, le forze ucraine hanno sferrato un nuovo attacco contro le infrastrutture energetiche russe, centrando la raffineria di petrolio Ilsky, situata nella regione di Krasnodar, nel sud della Russia.
L’azione, rimbalzata sui canali mediatici russi di Telegram, è stata documentata dai residenti locali con foto e video pubblicati sui social media, che mostrano imponenti fiammate sprigionarsi dall’impianto. Situata a circa 500 chilometri dal territorio controllato dall’Ucraina, la raffineria di Ilsky è tra le più grandi della Russia meridionale ed è in grado di produrre quasi 6,6 milioni di tonnellate di carburante all’anno. Per Kiev si tratta del diciassettesimo attacco andato a segno contro una raffineria russa, interrompendo una tregua parziale che durava dal precedente raid del 2 giugno.
La risposta di Mosca si è concretizzata in una massiccia ondata di bombardamenti che ha flagellato l’Ucraina nelle ultime 24 ore. Secondo i dati forniti dall’Aeronautica militare ucraina, le forze russe hanno lanciato ben 137 droni d’attacco durante la notte. I sistemi di difesa aerea di Kiev sono riusciti a intercettare 114 velivoli, mentre 18 droni hanno colpito obiettivi in 16 diverse località, con i detriti dei mezzi abbattuti che sono precipitati in altre quattro zone.
Il bilancio complessivo della giornata fornito dalle autorità regionali è drammatico: si contano almeno nove morti e 77 feriti tra la popolazione civile, distribuiti su cinque diversi oblast.
Il fronte dei raid russi ha colpito duramente diverse aree strategiche del Paese, a partire dall’oblast di Donetsk. Qui un raid aereo ha preso di mira il villaggio di Shabelkivka, nella comunità di Kramatorsk, distruggendo completamente un’abitazione; il Servizio statale di emergenza ucraino ha riferito che i soccorritori hanno dovuto rimuovere circa due tonnellate di macerie prima di recuperare i corpi senza vita di due civili. Il governatore Vadym Filashkin ha precisato che i bombardamenti totali sulla regione sono stati 43, causando tre morti (due a Shabelkivka e uno a Druzhkivka) e altri 10 feriti negli insediamenti dell’area.
Spostandosi nella regione meridionale, nell’oblast di Kherson si registrano tre morti e 34 feriti, tra i quali figurano anche tre minorenni; il governatore Oleksandr Prokudin ha denunciato il danneggiamento di infrastrutture critiche, quartieri residenziali, 14 case private, una torre per le telecomunicazioni mobili e persino un autobus di linea. Poco più a nord, nell’oblast di Kharkiv, gli attacchi russi hanno bersagliato il capoluogo e altri 10 insediamenti della provincia, dove il governatore Oleh Syniehubov ha confermato la morte di una persona e il ferimento di altre 11, incluso un bambino.
La devastazione ha toccato anche la regione sud-orientale dell’oblast di Zaporizhzhia: il governatore Ivan Fedorov ha dato conto di una vittima e dodici feriti a seguito di una pressione militare impressionante, con le forze russe che hanno condotto ben 1.038 raid contro 49 insediamenti nelle ultime 24 ore. Nella regione nord-orientale dell’oblast di Sumy, invece, le autorità locali hanno segnalato un morto e nove feriti dopo che le forze russe hanno condotto oltre 30 attacchi prendendo di mira 24 insediamenti in 17 comunità, registrando l’intensità maggiore nei distretti di Sumy e Shostka. Si registra infine un ferito nell’oblast di Dnipropetrovsk a causa di una striscia di attacchi concentrati, dove le forze russe hanno preso di mira tre distretti per quasi dieci volte utilizzando droni d’assalto.