Comfort da SUV, praticità da furgone e divertimento da sportiva: ecco perché la Raptor è una Ranger speciale, la più desiderata…e anche la più cara.

Potenza, versatilità e ingegneria estrema pensata non solo per chi cerca un mezzo da lavoro, ma anche per chi, nel tempo libero, vuole avventurarsi su qualsiasi terreno senza batter ciglio.

La macchina perfetta down under, dove deserti e tracciati impegnativi sono dietro (quasi) ogni angolo…

Non è un’auto per chiunque, ma possiamo affermare senza esitazione che, oltre a essere un pick-up estremamente capace, sa regalare autentiche scariche di adrenalina quando la si guida con brio, tanto sull’asfalto quanto sullo sterrato.

Ciò che fa lo fa bene: un mix di arroganza, grinta, stile e sostanza che la rende, forse non a caso, una delle nostre vetture preferite.

La consideriamo una sportiva mascherata da pick-up, e non è difficile capire perché: sotto il cofano batte infatti un V6 biturbo benzina da 3 litri, capace di sprigionare 397 cavalli e 583 Nm di coppia. Una forza tale da rendere sorprendentemente agile un gigante di oltre due tonnellate come questo.

L’erogazione è corposa, l’accelerazione brillante (considerata la massa) e la possibilità di regolare il suono proveniente dagli scarichi è un particolare che rende l’esperienza di guida ancora più coinvolgente ed emozionante.

Ovviamente i consumi non sono quelli di un’utilitaria, un ulteriore tratto in comune con le sportive, ma quando si investono quasi $100K in un mezzo di questo tipo, è difficile che questi dettagli facciano davvero la differenza.

Al termine della nostra settimana di prova, con un utilizzo suddiviso tra autostrada (50%), percorsi urbani (30%) e fuoristrada (20%), abbiamo registrato un consumo medio di circa 13,2 l/100 km.

Del resto, il cambio di filosofia rispetto al precedente quattro cilindri biturbo diesel è ormai evidente: questa Raptor nasce per offrire prestazioni, non per contenere i consumi.

E non è pensata neppure come macchina da traino “estremo”: mentre le altre Ranger arrivano a 3.500 kg, la Raptor si ferma a 2.500 kg. Il “trailer assist” c’è, ma chi cerca un mezzo da lavoro puro farebbe meglio a orientarsi altrove.

Se prevedete invece un utilizzo anche familiare, l’investimento aggiuntivo di $3.800 per il “power roller shutter” (presente sulla “nostra” Raptor) diventa quasi imprescindibile: trasforma il cassone in un baule enorme e sicuro, rendendolo molto più pratico nella vita di tutti i giorni anche rispetto ai SUV di grandi dimensioni.

Una volta saliti a bordo, la sensazione è quella di trovarsi al volante di un SUV premium più che di un mezzo da lavoro. La dotazione di serie è davvero notevole e contribuisce, almeno in parte, a giustificare i $90.440 richiesti (più spese di immatricolazione): fari LED adattivi, climatizzatore bi-zona, sedili riscaldabili rivestiti in pelle e Alcantara, un imponente display centrale da 12” per l’infotainment e un cruscotto digitale da 12,4” davanti al conducente, oltre alla compatibilità wireless con Apple CarPlay e Android Auto, solo per citare alcune inclusioni. I comandi fisici sono sempre benvenuti, anche se alcune funzioni del climatizzatore restano nascoste nei menu dell’infotainment.

Una volta al volante, si apprezzano subito il comfort e il sostegno offerti dai sedili sportivi, dotati di un eccellente supporto laterale che torna utile quando si affrontano le curve a buona velocità. Ampio e accogliente anche il divano posteriore, con spazio sufficiente per ospitare comodamente adulti anche nei viaggi più lunghi.

Conclusioni? La Ford Ranger Raptor è un pick-up che sa divertire, sorprendere e mettere a proprio agio. Un mezzo dalla doppia personalità: durante la settimana si comporta come un confortevole SUV familiare, mentre nel weekend si trasforma in un avventuriero sportivo pronto a regalare adrenalina. Non è certo la scelta più razionale, complice il prezzo importante e i consumi elevati, ma è senza dubbio quella capace di evocare le emozioni più autentiche e intense.

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EDDY SLEIMAN