MADRID (SPAGNA) - Finale ad alta tensione dopo Atletico Madrid-Barcellona, con Raphinha protagonista di un duro sfogo contro l’arbitraggio. L’esterno brasiliano, assente per infortunio ma comunque al seguito della squadra al Metropolitano, non ha nascosto la sua rabbia al termine della gara.

“È stato un furto. Sbagliare è umano, ma non può accadere di nuovo nella seconda partita. Abbiamo giocato molto bene, ma questa qualificazione ci è stata portata via”, ha dichiarato il giocatore blaugrana, puntando il dito contro la direzione di gara.

Nel mirino di Raphinha, alcune decisioni arbitrali che, a suo giudizio, avrebbero penalizzato il Barcellona anche dopo quanto già accaduto nella gara d’andata. Ai catalani non è bastato il successo per 2-1 al Metropolitano per ribaltare il 2-0 incassato al Camp Nou. “Sono incredibili le scelte dell’arbitro. L’Atletico ha commesso tantissimi falli e non è stato ammonito quasi nessuno. Vorrei capire perché sembrasse avere paura che il Barcellona potesse andare avanti”, ha aggiunto.

La tensione è poi proseguita anche dopo il triplice fischio. Beccato dai tifosi dell’Atletico, Raphinha ha reagito con alcuni gesti provocatori, lasciando intendere che i colchoneros sarebbero stati eliminati in semifinale. Un comportamento che potrebbe adesso costargli caro: il brasiliano rischia infatti una squalifica fino a tre giornate da scontare nella prossima stagione. Il precedente più noto è quello di Neymar che, nel 2019, dopo le pesanti critiche via social all’arbitro di Psg-Manchester United, venne sanzionato dalla Uefa con tre turni, poi ridotti a due dal Tas.

Alle accuse del brasiliano hanno replicato prontamente i protagonisti dell’Atletico. “È una follia parlare di furto”, ha detto Juan Musso, mentre il capitano Koke ha respinto ogni polemica: “Non abbiamo rubato nulla. Il rosso a Garcia era netto. In ogni caso rispetto la sua opinione”.

Nelle ore successive Raphinha ha parzialmente corretto il tiro, affidando ai social le sue scuse per il gesto rivolto ai tifosi dell’Atletico. “Non rispecchia né i miei valori né il mio carattere. È stata una reazione dettata dalla tensione del momento, in risposta a un tifoso che mi aveva mancato di rispetto”, ha scritto il brasiliano.