RIAD – L’Arabia Saudita ha annunciato la nascita di una coalizione militare destinata a proteggere la navigazione tra il Mar Rosso e lo Stretto di Bab al-Mandab, divenuti ancora più importanti dopo la chiusura di fatto di Hormuz e i nuovi attacchi contro le navi saudite.

Secondo il ministero della Difesa, l’accordo riunisce 14 Paesi, tra cui Kuwait, Qatar, Bahrain, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania. L’obiettivo dichiarato è garantire la libertà di transito, la continuità del commercio internazionale e la sicurezza delle forniture energetiche.

Le attività comprenderanno missioni coordinate, pianificazione comune, esercitazioni congiunte e scambio di informazioni riservate. Riad ha definito l’iniziativa “puramente difensiva”, escludendo qualsiasi intenzione di colpire altri Stati, alleanze o organizzazioni internazionali.

La decisione segue una nuova serie di azioni compiute dagli Houthi dello Yemen, formazione sostenuta dall’Iran, contro imbarcazioni legate al regno. Dal 2023, il gruppo ha ripetutamente preso di mira mercantili e petroliere, inducendo l’Unione Europea e gli Stati Uniti a creare rispettivamente la missione Aspides e l’operazione Prosperity Guardian.

La rotta ha assunto un valore ancora maggiore per l’Arabia Saudita perché una parte del greggio viene ora trasportata attraverso un oleodotto verso i terminali sul Mar Rosso, nel tentativo di aggirare le difficoltà nello Stretto di Hormuz. Gli attacchi degli Houthi rendono però meno sicura anche questa alternativa.

L’assenza dell’Oman e degli Emirati Arabi Uniti dall’intesa ha suscitato attenzione, poiché entrambi condividono con Riad interessi strategici nel confronto regionale con Teheran.

Intanto, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha chiesto alla Bulgaria di rivedere l’autorizzazione concessa agli Stati Uniti per il dispiegamento temporaneo di otto aerei cisterna KC-135 e fino a 250 militari nella base di Bezmer.

Teheran ritiene la decisione un aiuto alle operazioni americane e ha avvertito che i Paesi che mettono il proprio territorio a disposizione potrebbero subirne le conseguenze. Sofia sostiene invece che non saranno schierate armi offensive.

Araqchi ha rivolto un analogo richiamo a Cipro, chiedendo che le basi straniere presenti sull’isola non vengano utilizzate contro l’Iran. La base britannica di RAF Akrotiri era stata colpita da un drone iraniano all’inizio di marzo.