ROMA - La riforma della legge elettorale si prepara ad arrivare al Senato, ma le opposizioni annunciano già battaglia. Dopo il via libera della Camera, il testo approderà a Palazzo Madama con un nodo ancora aperto, ovvero quello delle preferenze, bocciate a Montecitorio con un voto segreto che ha messo in difficoltà la maggioranza. 

Noi Moderati ha già annunciato l’intenzione di presentare un emendamento per reintrodurle. La proposta respinta alla Camera prevedeva capilista bloccati, indicati dai partiti, e preferenze per la scelta degli altri candidati.  

Tra le critiche sollevate dalle opposizioni c’era anche l’assenza di strumenti sufficienti per garantire l’equilibrio di genere tra gli eletti. 

Il tema è stato rilanciato anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che nei giorni scorsi ha ipotizzato una correzione per rafforzare la parità di genere.  

“Io, forse, avrei previsto che il 50% dei bloccati fossero donne”, ha detto in un’intervista, e proprio su questa ipotesi sarebbe stato avviato un lavoro per studiare un possibile ritocco dell’emendamento bocciato alla Camera. 

La maggioranza per il momento non sembra orientata a forzare troppo la mano dopo il caos del voto segreto a Montecitorio, ma il tema resta comunque sul tavolo.  

“Spero che si possa recuperare il tema delle preferenze, bocciate col voto compatto della sinistra e con qualcuno del centrodestra che si è sfilato”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini. “La legge elettorale tornerà al Senato, vedremo se ci sono gli estremi per migliorarla”. 

Dal centrosinistra però arriva una chiusura netta. “Mi sembrano molto confusi e in lite fra loro. Siamo sempre nel campo delle proposte irricevibili”, ha detto Alessandro Alfieri, senatore e responsabile Riforme del Pd. Per Angelo Bonelli, di Avs, “questa legge è inemendabile”. 

Bonelli ha attaccato anche La Russa, accusandolo di intervenire nel dibattito politico nonostante il suo ruolo istituzionale. “Sta svilendo il ruolo del presidente del Senato, si deve dimettere e fare il capogruppo di FdI”, ha detto il leader verde. 

Lapidario anche Nicola Fratoianni, di Avs: “Questa legge elettorale è una truffa e non basta un emendamento sulle preferenze a salvarla”. Il passaggio al Senato si annuncia quindi tutt’altro che semplice: la maggioranza proverà a blindare il percorso, mentre le opposizioni puntano a rallentare e contestare l’intero impianto della riforma.