CANBERRA - La riforma del National Disability Insurance Scheme voluta dal governo federale appare in seria difficoltà dopo un’inchiesta lampo di tre giorni al Senato, durante la quale quasi tutti i testimoni hanno criticato il piano o chiesto modifiche sostanziali.

Secondo i funzionari del governo, entro il 2031 circa 350mila persone saranno escluse dal sistema o indirizzate verso altri programmi. Di queste, 241mila usciranno dal NDIS entro metà 2031, mentre altre 110mila, che si aspettavano di accedere al sistema, saranno convogliate verso servizi alternativi.

L’esecutivo vuole approvare la riforma con il sostegno di Liberali e Nazionali prima della pausa invernale del Parlamento, il 2 luglio. L’obiettivo dichiarato è contenere la spesa del NDIS, cresciuta rapidamente negli ultimi anni, con risparmi stimati in 56 miliardi di dollari.

Ma il percorso politico si è complicato. Melissa McIntosh, portavoce dell’opposizione per il NDIS, ha riconosciuto la necessità di riformare il sistema, ma ha detto che associazioni, Stati e Territori hanno sollevato timori reali sulla proposta Laburista. “Durante le audizioni, i testimoni hanno detto alla Commissione che alcune persone moriranno a causa di questi cambiamenti. È nostra responsabilità ascoltare le loro preoccupazioni”, ha affermato.

La critica più dura è pervenuta da Stati e Territori, che in una memoria congiunta hanno dichiarato di non essere pronti ad accogliere il grande numero di persone che perderebbero l’accesso al NDIS. Secondo loro, non esiste alcun accordo per fornire servizi equivalenti a chi sarà escluso, con il rischio che molti disabili finiscano nel vuoto tra sistema federale e servizi statali.

Nei tre giorni di audizioni, gruppi di tutela, fornitori di servizi e agenzie pubbliche hanno chiesto garanzie per evitare che le persone con disabilità vengano lasciate indietro.

I funzionari del governo hanno ridimensionato i timori su un taglio del 50% ai fondi per la partecipazione sociale e comunitaria. Erin Rule, vice segretaria del NDIS, ha spiegato che la riduzione non cancellerebbe del tutto i fondi e che resterebbe una quota disponibile per attività sociali, civiche e comunitarie.

Resta aperto anche il nodo dei farmaci psicotropi, usati talvolta come contenzione chimica. I burocrati hanno ammesso che le regole sono ancora in fase di definizione. Per una riforma così delicata, è un dettaglio che pesa.