LONDRA - Due persone sono state uccise e quattro ferite gravemente, quando un uomo ha investito un gruppo di fedeli con un’auto prima di scendere dal veicolo e aggredirli con un coltello.
La polizia ha identificato l’attentatore come Jihad al-Shamie, 35 anni, cittadino britannico di origine siriana. L’uomo indossava un giubbotto che dava l’impressione di contenere esplosivo, rivelatosi poi non funzionante. L’attentatore è stato abbattuto dagli agenti armati entro sette minuti dalla chiamata d’emergenza. Le forze dell’ordine hanno arrestato altre tre persone – due uomini sulla trentina e una donna di 60 anni – con l’accusa di coinvolgimento in attività terroristiche.
Il capo della polizia di Manchester, Sir Stephen Watson, ha ringraziato i cittadini che hanno chiamato i soccorsi, consentendo di evitare che l’uomo riuscisse a entrare nella sinagoga gremita di fedeli. L’attacco è stato immediatamente dichiarato “incidente terroristico” e attorno ai luoghi di culto ebraici di tutto il Regno Unito è stato intensificato il dispositivo di sicurezza.
Il primo ministro Keir Starmer è rientrato d’urgenza da un vertice europeo per presiedere una riunione straordinaria del comitato di crisi COBRA. In un discorso, ha promesso alla comunità ebraica che farà tutto il possibile per garantirle sicurezza: “So che l’antisemitismo sta crescendo ancora una volta nel nostro Paese. Vi prometto che vedrete l’altra Gran Bretagna, quella della compassione e del rispetto”. Re Carlo e la regina Camilla hanno espresso “profondo sgomento e tristezza”, mentre il principe e la principessa di Galles hanno condannato l’attacco come “orribile” in un messaggio di solidarietà.
Duro il commento del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, che ha accusato Londra di non aver fatto abbastanza per contrastare “una ondata tossica di antisemitismo” diffusa nelle strade e nei campus universitari. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha definito l’attacco “barbarico” e ha avvertito che “la debolezza di fronte al terrorismo non fa che incoraggiarlo”.
Testimoni hanno raccontato momenti di panico e incredulità. “È stato surreale”, ha detto Rob Kanter, che si trovava nella sinagoga. “All’inizio pensi solo a metterti in salvo, poi ti rendi conto di quanto sei stato vicino al pericolo”. Video diffusi sui social mostrano l’uomo a terra, circondato dagli agenti che gli urlano di fermarsi, prima di essere raggiuno dai proiettili.
L’attenntato si compie in un contesto di forte tensione: i crimini d’odio religiosi nel Regno Unito sono aumentati del 25% nell’ultimo anno, trainati soprattutto dall’antisemitismo, cresciuto dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la successiva offensiva israeliana su Gaza. Più di 1500 episodi sono stati registrati nei primi sei mesi del 2024, il secondo numero più alto mai registrato.
Per la comunità ebraica britannica, il fatto che la violenza sia esplosa proprio nel giorno più solenne dell’anno segna una ferita profonda, tra paura, lutto e la sensazione di essere di nuovo sotto assedio.