ROMA - Non si ferma la protesta degli studenti romani. Le occupazioni si moltiplicano negli istituti superiori della capitale, mentre cresce l’attesa per la manifestazione di domani, venerdì 30 ottobre, organizzata in concomitanza con lo sciopero generale proclamato dal sindacato Usb.
Mercoledì sono stati occupati anche lo storico liceo Mamiani, nel quartiere Prati, e il Benedetto Croce. Nei giorni precedenti la mobilitazione aveva coinvolto numerose altre scuole, tra cui il Tasso, il Piaget, il Margherita di Savoia e il Lattanzi.
Gli studenti denunciano le condizioni precarie degli edifici scolastici, chiedono maggiori investimenti nell’istruzione pubblica e contestano le riforme del ministro Giuseppe Valditara. Al centro della protesta anche la scelta del governo di destinare risorse al settore militare, mentre, secondo i collettivi, scuola e sanità continuano a soffrire per la carenza di finanziamenti.
Non sono mancati episodi di tensione. Al liceo Giordano Bruno, lunedì, la polizia ha identificato alcuni giovani a volto coperto, parte dei quali estranei all’istituto. La Rete degli Studenti Medi del Lazio ha denunciato un intervento repressivo, mentre la Questura ha riferito della presenza di ragazzi con catene.
Al liceo artistico Argan, il dirigente Nicola Armignacca è rimasto ferito durante un tentativo di occupazione. Al De Sanctis, sulla Cassia, è stata denunciata un’irruzione notturna da parte di persone incappucciate.
In vista del corteo di venerdì, le autorità temono possibili infiltrazioni di gruppi violenti. Il prefetto Lamberto Giannini ha annunciato contatti con Questura, ministero dell’Interno e organizzatori per garantire lo svolgimento pacifico della manifestazione.
L’appuntamento principale è fissato alle 10.30 in piazza dei Cinquecento, mentre gli universitari partiranno dalla Sapienza alle 8.30. Particolare attenzione sarà riservata alla contemporanea inaugurazione del “Villaggio Difesa” al Circo Massimo.
La mobilitazione si prepara così a trasferirsi dalle aule alle strade della capitale, tra le rivendicazioni degli studenti e le preoccupazioni delle autorità per l’ordine pubblico.