BUCAREST - Dopo l’annullamento delle elezioni presidenziali nel dicembre 2024, una nuova crisi investe la politica in Romania, con pesanti ripercussioni anche per Bruxelles. Il Parlamento ha votato la destituzione del Primo Ministro liberale ed europeista, Ilie Bolojan, approvando una mozione di sfiducia che ha ottenuto 281 voti favorevoli su 464, superando ampiamente la soglia necessaria di 233. Il governo resterà ora in carica con poteri limitati all’ordinaria amministrazione fino alla formazione di un nuovo esecutivo. 

La caduta dell’esecutivo è stata determinata da una controversa convergenza tra il Partito Social Democratico (PSD), la principale forza di sinistra del Paese, e l’estrema destra di Aur. Questa alleanza ha suscitato aspre polemiche: i socialdemocratici sono stati accusati di legittimare l’ascesa di Aur, che attualmente guida i sondaggi con il 35% delle preferenze, contro il 21% dello stesso PSD. 

Le tensioni tra i partner di governo erano degenerate il mese scorso, quando il PSD aveva lasciato la coalizione a causa delle impopolari misure di austerità promosse da Bolojan per ridurre il deficit pubblico, il più alto dell’Unione Europea (7,9% nell’ultimo trimestre del 2025). 

In Parlamento, Bolojan ha difeso le proprie riforme, definendo la mozione “ingannevole, cinica e pretestuosa”. Il premier uscente ha rivendicato di aver “scelto di fare ciò che era urgente e necessario per il nostro Paese”. Di parere opposto il leader dell’Aur, George Simion, che ha parlato di “voce del popolo ascoltata”, mentre il segretario del PSD, Sorin Grindeanu, ha invitato i partiti a trovare rapidamente una soluzione responsabile. 

Il presidente filoeuropeo Nicusor Dan ha cercato di rassicurare gli alleati internazionali: “Le discussioni politiche saranno difficili, ma è mia responsabilità guidare la Romania nella giusta direzione. Il Paese manterrà il suo orientamento filoccidentale ed escludo un governo guidato dall’estrema destra”. 

La crisi romena è seguita con estrema attenzione dall’Eurocamera. Il gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D), guidato da Iratxe García Pérez, ha espresso preoccupazione per l’instabilità politica. Tramite un messaggio su X, il gruppo ha chiesto la rapida formazione di un governo credibile e filoeuropeo, guidato da una leadership capace di ristabilire la fiducia della popolazione e portare a termine le riforme necessarie per la stabilità economica del Paese.