GINEVRA - Quello che doveva essere un viaggio transatlantico si è trasformato in un’emergenza sanitaria internazionale. Una nave da crociera, partita il 1° aprile da Ushuaia (Argentina) con 147 persone a bordo, è attualmente ferma al largo di Capo Verde a causa di un focolaio di hantavirus che ha già causato tre decessi e un caso critico.
L’incubo è iniziato il 6 aprile, quando un uomo adulto ha manifestato febbre, mal di testa e lieve diarrea. Le sue condizioni sono poi precipitate l’11 aprile, quando muore a bordo per gravi difficoltà respiratorie. Senza test immediati, la salma è stata sbarcata solo il 24 aprile a Sant’Elena.
Lo stesso giorno è stata sbarcata anche una donna, moglie della prima vittima e suo contatto stretto, che presenta sintomi gastrointestinali. La donna ha intrapreso un viaggio aereo verso il Sudafrica il 25 aprile, ma le sue condizioni si sono aggravate durante il volo; morendo al pronto soccorso di Johannesburg il giorno successivo. Un terzo decesso è avvenuto a bordo il 2 maggio: una donna che presentava sintomi di polmonite dal 28 aprile.
L’elemento che desta maggiore allarme tra gli esperti riguarda le modalità di infezione. Sebbene l’hantavirus si contragga solitamente tramite il contatto con roditori infetti (urina, feci o saliva), in questo focolaio si sospetta una trasmissione interumana. “Riteniamo che possa esserci stata una trasmissione da uomo a uomo tra i contatti più stretti”, ha dichiarato Maria Van Kerkhove, direttrice per la prevenzione delle epidemie dell’Oms.
Sebbene non comune, una limitata trasmissione tra esseri umani è stata già documentata in passato per il ceppo Andes. Gli esperti ipotizzano che il “paziente zero” possa aver contratto il virus in Sud America prima dell’imbarco.
L’Oms, allertata il 2 maggio, ha avviato un protocollo di emergenza che prevede l’identificazione di tutti i passeggeri del volo Sant’Elena-Johannesburg del 25 aprile per contenere la diffusione del virus. Al 4 maggio si contano 7 casi totali, di cui 2 confermati in laboratorio e 5 sospetti, tra i quali figura un uomo evacuato ad Ascension il 27 aprile e attualmente ricoverato in terapia intensiva in Sudafrica.
Mentre le équipe mediche a Capo Verde procedono con la raccolta dei campioni, si discute il possibile attracco della nave alle Isole Canarie; tuttavia, il governo spagnolo ha precisato che non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva, nonostante la disponibilità al dialogo confermata dall’Oms.
Nonostante la gravità del focolaio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità valuta attualmente come basso il rischio per la popolazione mondiale. L’infezione rimane una malattia rara ma grave; l’Oms continuerà a monitorare la situazione epidemiologica e a coordinare l’evacuazione medica e le analisi di laboratorio.