CORLEONE - I carabinieri hanno arrestato a Corleone Mario Grizzaffi, nipote di Totò Riina, ritenuto dagli investigatori il capo del mandamento mafioso del paese dopo la morte dello zio e di Bernardo Provenzano. Con lui sono finiti in carcere anche Mario Gennaro, 54 anni, e Pietro Maniscalco, 63 anni, accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip di Palermo Claudia Rosini su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. L’indagine, condotta dai carabinieri tra il 2017 e il 2023, ha ricostruito gli assetti della famiglia mafiosa di Corleone e il ruolo di vertice attribuito a Grizzaffi, considerato il riferimento del clan sul territorio.
Secondo gli inquirenti, l’organizzazione avrebbe esercitato un controllo capillare soprattutto nel mondo agricolo, attraverso furti, danneggiamenti, incendi ed estorsioni. Gli episodi contestati riguardano mezzi e beni di aziende agricole locali, compresa una cooperativa attiva in immobili confiscati alla mafia.
Per la Procura, quelle condotte rappresentano il segnale di una “mafia rurale ancora operativa”, capace di imporre la propria forza intimidatoria non solo con atti violenti, ma anche intervenendo nelle controversie private, nei confini dei terreni e nelle compravendite agricole.
Gli investigatori ritengono che alcuni cittadini si rivolgessero ancora agli uomini del clan per ottenere autorizzazioni informali all’acquisto di fondi o per risolvere dispute, confermando la persistenza di un potere mafioso radicato nel territorio.
Il gip ha invece respinto la misura cautelare per altri tre indagati, Giovanni Gennaro e Francesco e Liborio Spatafora, che restano a piede libero.