SYDNEY - Il sindaco, Clover Moore, ha cancellato all’ultimo momento un forum pro-Palestina previsto in un edificio comunale, sostenendo che l’evento avrebbe potuto alimentare paura e tensioni in città.

L’incontro, intitolato “Why is it right to say Globalise the Intifada”, doveva tenersi all’East Sydney Community Arts Centre ed era organizzato dal gruppo Stop The War on Palestine.

Moore ha ordinato alla direttrice amministrativa della City of Sydney di ritirare la prenotazione, affermando che il diritto alla protesta e alla libertà di parola deve essere bilanciato con la sicurezza pubblica e con il rispetto per tutte le comunità. “Ho sempre sostenuto i principi dell’assemblea pacifica, della protesta e della libertà di espressione”, ha dichiarato, aggiungendo però che gli eventi non devono contribuire a “ostilità e paura”

Moore ha attribuito parte della tensione a una campagna mediatica, in particolare della stampa Murdoch, accusata di aver presentato la vicenda in termini divisivi. Secondo Moore, la copertura avrebbe sfruttato il trauma collettivo e spinto le comunità a schierarsi su questioni complesse. La decisione viene presa nella stessa settimana in cui prende avvio la Royal Commission into Antisemitism, in un clima già appesantito dall’attentato di Bondi e dall’aumento del sentimento antisemita, dell’islamofobia e del razzismo anti-palestinese.

Il sindaco ha ribadito di sostenere il diritto alla protesta contro la guerra e ha ricordato di aver partecipato alla marcia pro-Palestina sul Sydney Harbour Bridge lo scorso anno. Ha però distinto la critica al conflitto dalla sicurezza delle comunità ebraiche, esprimendo “profonda solidarietà e preoccupazione” per gli ebrei australiani.

Gli organizzatori hanno respinto la decisione del Comune e confermato che il forum si terrà comunque, spostandolo all’aperto al Charles Kernan Reserve di Darlington, vicino alla stazione ferroviaria di Redfern. In un post su Instagram, Stop The War on Palestine ha scritto: “La sede è stata cancellata, ma il forum va avanti”. Il gruppo nega che l’incontro rappresenti un rischio per la sicurezza pubblica e contesta l’idea che lo slogan sia un invito alla violenza contro gli ebrei, definendolo invece una richiesta di porre fine all’occupazione israeliana.

Di tutt’altro avviso il Jewish Board of Deputies. Il presidente David Ossip ha definito “del tutto appropriata” la scelta della City of Sydney, sostenendo che la frase “Globalise the Intifada” sia stata riconosciuta da un’inchiesta parlamentare del NSW come un appello alla violenza contro gli ebrei australiani.

Il caso si inserisce in una stagione già tesa per le manifestazioni a Sydney. A febbraio, durante la visita del presidente israeliano Isaac Herzog, diverse persone erano state arrestate fuori dal Town Hall. Dopo la sparatoria di Bondi, il premier Chris Minns aveva introdotto leggi temporanee per limitare le proteste e ampliare i poteri della polizia, poi dichiarate incostituzionali dall’Alta Corte del NSW.

La cancellazione del forum lascia dunque aperto il nodo: dove finisce la protesta politica e dove inizia il rischio per la convivenza civile.