MILANO - “Io adesso sono la persona che sono per la mia storia. Non ho mai pensato di vincere le Olimpiadi. Io speravo solo di andarci e alla fine le ho pure vinte. A me non interessa se potevo vincere più medaglie o di meno, Ok? Ma le ho vinte, conta solo questo. Quindi se tu lì mi avessi chiesto ‘ascolta, tu vincerai le Olimpiadi, ma poi succederanno però anche delle cose molto brutte, tu firmi?’ io avrei fatto cinque firme, non una sola. Oggi sono molto contento. E spero che tutto quanto vada avanti come sta andando adesso. Questo l’augurio che mi faccio”. Appare determinato e sereno Alex Schwazer, campione olimpico a Pechino 2008, in un’intervista a SportMediaset.

“Per quanto riguarda gli Europei, in questo momento è un discorso inutile. Perché prima di tutto è la federazione che deve fare delle scelte. Io non baso più la mia attività agonistica per preparare delle gare specifiche. Io l’ultima volta che ho fatto così è stato per Parigi 2024, perché ci credevo veramente. E questa cosa non la faccio più. Se la federazione ritiene che io possa essere utile, allora bisogna trovarsi, parlarsi insieme, parlare anche con mia moglie e vedere se nei due mesi prima della gara io riesco a trovare di nuovo il tempo per preparare la distanza lunga. Perché lì è una questione di tempo”, le parole dell’altoatesino sulla mancata convocazione per gli Europei di marcia in programma a Birmingham il prossimo agosto.

“Come sto? Bene, grazie. Un po’ stanco ancora dalla gara di domenica 26 aprile, perché sono passati dieci anni dall’ultima gara sulla distanza lunga. L’ultima volta è stata nel 2016, quindi si fa un po’ ancora sentire la gara, però per il resto mi sento molto bene. Dalla squalifica del 2016 ho cominciato ad allenare amatori, come libero professionista. Però io sono uno che cerca anche di evolversi. Sono arrivato qui già sedici anni fa da atleta e da un anno c’è stata questa idea del dottor Max Mayerhofer di lanciare questo programma Sport & Remise en Forme per dare un ulteriore servizio al cliente e io mi occupo di questo settore” ha aggiunto il marciatore altoatesino. “L’unica cosa che nella mia vita è cambiata è da quando ho famiglia. Questo è l’unico cambiamento che c’è stato. Ho sempre continuato ad allenarmi. Non ho mai avuto una vera propria nausea dallo sport, escluso magari un brevissimo periodo ero in depressione. Però in linea di massima, adesso che sono tornato dalle gare, sono diventato un altro”.