LONDRA - Le elezioni locali di oggi rischiano di trasformarsi in un giudizio severo sul governo di Sir Keir Starmer.

Formalmente si vota per migliaia di seggi nei consigli comunali, ma il risultato potrebbe avere conseguenze molto più ampie per il primo ministro e per un Partito laburista già in forte calo nei sondaggi. In Inghilterra sono in palio oltre 5mila seggi in 136 amministrazioni locali, con sei elezioni dirette per sindaci. 

A meno di due anni dalla vittoria schiacciante alle elezioni generali del luglio 2024, Starmer vede la propria popolarità in caduta. Il Partito laburista potrebbe perdere terreno in molti consigli dell’Inghilterra, uscire indebolito dal voto nel Galles e vedere svanire le speranze di riconquista del Parlamento scozzese. Il governo nazionale non è formalmente a rischio, perché le prossime elezioni generali sono previste nel 2029, ma nel sistema britannico i partiti nazionali dominano anche la politica locale. Il voto viene quindi letto come un referendum sulla leadership del primo ministro. 

Il problema per i Laburisti non arriva da una sola direzione. A destra cresce Reform UK, guidato da Nigel Farage, forte soprattutto nei territori lasciati scoperti dai Conservatori. A sinistra avanzano i Verdi, che puntano a conquistare consigli urbani un tempo considerati roccaforti laburiste. A Londra, i sondaggi indicano un forte arretramento del Partito laburista e una crescita marcata dei Verdi in circoscrizioni come Hackney, Lambeth, Lewisham e Islington. 

Hackney è il simbolo del cambio d’umore. Governato dai Laburisti dagli anni Settanta, potrebbe virare verso i Verdi. Zoë Garbett, candidata Verde alla carica di sindaco, ha detto che molti elettori si sentono delusi dal partito di Starmer e vogliono mandare un messaggio a Westminster.

La crisi di fiducia nasce da più fattori: costo della vita, inversioni di rotta politiche, polemiche sulle spese, dimissioni di alto profilo e il caso Peter Mandelson, nominato ambasciatore negli Stati Uniti nonostante i suoi legami con Jeffrey Epstein e poi rimosso. A tutto questo si aggiungono tensioni su immigrazione, antisemitismo, guerra in Medio Oriente e rapporti con la stampa conservatrice.

Anche i Tories non sono al sicuro. Il voto sembra confermare una fuga dagli storici partiti di governo verso forze più piccole e più radicali. Reform potrebbe ottenere centinaia di seggi, mentre i Verdi puntano a trasformare il malcontento urbano in potere locale. Per Starmer, la domanda non è solo quanto perderà il suo partito, ma, piuttosto, se il partito continuerà a ritenerlo l’uomo giusto per arrivare al 2029.