MOSCA - Il Cremlino ha drasticamente rafforzato la sicurezza personale del presidente Vladimir Putin, adottando misure senza precedenti che coinvolgono non solo il leader, ma anche la sua cerchia più stretta. Questo provvedimento è la risposta diretta a un’ondata di assassinii di alti ufficiali militari russi e ai crescenti timori di un colpo di Stato.
Secondo un rapporto dei servizi segreti di un Paese europeo (esaminato da testate come Vazhnie Istorii, Cnn e Financial Times) l’applicazione di queste nuove regole è affidata al Servizio di protezione federale russo (FSO).
Le nuove disposizioni hanno stravolto le abitudini di Putin. Il presidente trascorrerebbe ormai diverse settimane all’interno di bunker modernizzati, situati principalmente nella regione di Krasnodar. Per mantenere un’apparenza di normalità, i media russi continuano a utilizzare filmati preregistrati per riportare le sue attività di governo.
L’elenco dei luoghi visitati si è drasticamente ridotto: Putin e la sua famiglia hanno smesso di frequentare le residenze nella regione di Mosca o a Valdai. Inoltre, a differenza del 2025, quest’anno il leader del Cremlino non ha visitato nemmeno una volta le installazioni militari.
Il controllo del FSO si è esteso capillarmente a chiunque lavori a stretto contatto con il leader, arrivando a installare dispositivi di monitoraggio direttamente nelle case dei dipendenti della cerchia ristretta.
Chef, guardie del corpo e fotografi hanno il divieto assoluto di utilizzare i mezzi pubblici e devono superare due livelli di controlli di sicurezza presso l’amministrazione presidenziale, inclusa una perquisizione fisica da parte del FSO. Inoltre, ai dipendenti che operano a stretto contatto con il presidente è consentito utilizzare esclusivamente telefoni privi di accesso a Internet.
Le misure di sicurezza includono ora controlli su larga scala condotti con unità cinofile, dispiegate anche lungo il fiume Moscova per prevenire potenziali attacchi di droni. Per garantire la massima segretezza, le reti di comunicazione vengono periodicamente disattivate in intere zone di Mosca. Parallelamente, il controllo sulle informazioni è diventato totale: sulla base di un decreto presidenziale segreto, il FSO monitora e approva preventivamente qualsiasi notizia o pubblicazione riguardante il presidente.
L’accelerazione di queste misure è legata all’assassinio del generale Fanil Sarvarov, capo della Direzione per l’addestramento operativo dello Stato Maggiore. Nel dicembre 2025, l’auto di Sarvarov esplose in un parcheggio di Mosca. Secondo l’intelligence europea, l’attentato ha innescato un violento conflitto interno tra le varie agenzie di sicurezza, che hanno iniziato a scambiarsi accuse per le falle nel sistema. È stato solo dopo lunghe discussioni e l’intervento diretto di Putin che il Cremlino ha deciso di varare questo nuovo, ferreo protocollo di protezione.