WASHINGTON - Stati Uniti e Iran hanno lanciato nuovi attacchi nel Golfo, riaprendo lo scontro sul controllo dello Stretto di Hormuz e facendo vacillare una tregua già fragile.
La nuova fase di tensione è iniziata dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato “Project Freedom”, un’operazione per aiutare petroliere e altre navi rimaste bloccate a transitare attraverso una delle rotte energetiche più delicate al mondo.
Lo Stretto di Hormuz è quasi chiuso da quando Stati Uniti e Israele hanno avviato attacchi contro l’Iran a febbraio, in una guerra che ha già provocato migliaia di morti nella regione. Prima della fine di lunedì (ora locale), diverse navi mercantili hanno segnalato esplosioni o incendi, mentre Washington ha dichiarato di aver distrutto sei piccole imbarcazioni militari iraniane. Teheran ha negato la versione statunitense.
La tensione si è estesa anche agli Emirati Arabi Uniti. Un porto petrolifero a Fujairah è stato colpito da missili iraniani, secondo le autorità locali, mentre la compagnia energetica ADNOC ha riferito che una sua petroliera vuota è stata centrata da droni. Abu Dhabi ha definito gli attacchi una grave escalation e ha rivendicato il diritto di rispondere.
Trump ha fornito pochi dettagli sull’operazione, annunciata sui social. Il piano è pervenuto due giorni dopo la scadenza prevista dalla legge statunitense per ottenere l’autorizzazione del Congresso alla prosecuzione della guerra. Il presidente ha sostenuto che il conflitto fosse “terminato” e che quindi la scadenza non fosse più rilevante, una posizione contestata da alcuni parlamentari.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha attaccato l’iniziativa, sostenendo che gli eventi nello Stretto dimostrino l’assenza di una soluzione militare alla crisi. “Project Freedom is Project Deadlock”, ha scritto, mentre i colloqui di pace con mediazione pakistana sarebbero ancora in corso.
Il comando militare statunitense nella regione ha affermato che due navi mercantili americane sono riuscite ad attraversare lo Stretto con l’appoggio di cacciatorpediniere lanciamissili. Il gruppo danese Maersk ha confermato che la nave Alliance Fairfax, battente bandiera statunitense, ha lasciato il Golfo sotto scorta militare.
La partita resta aperta. Per Washington, riaprire Hormuz significa ridurre la pressione iraniana sul commercio energetico globale. Per Teheran, il controllo del passaggio marittimo rimane una leva politica e militare. Ogni nuovo incidente rischia ora di trasformare una tregua precaria in un conflitto più largo.