ROMA - Il rischio di ingerenze da parte della Federazione Russa nei processi elettorali dell’Unione Europea apre un nuovo fronte di confronto all’interno dell’esecutivo italiano. In un punto stampa a Wicklow, in Irlanda, dove si è recato per partecipare alla riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Ue, il vicepremier e titolare della Farnesina Antonio Tajani ha lanciato l’allarme sulla possibilità che Mosca tenti di condizionare il voto nei Paesi membri, con un riferimento implicito anche alle prossime consultazioni politiche previste in Italia per il prossimo anno.
L’ipotesi di condizionamento delle elezioni è “una questione in generale, una questione che riguarda tutta l’Unione Europea, ma non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni nei paesi dove si vota, questo sono convinto che possa accadere, per questo bisogna intervenire in anticipo”, ha dichiarato il ministro.
Tajani ha poi approfondito i rischi di queste manovre: “Non escludo che possano esserci tentativi da parte della Federazione Russa di interferire nella vita democratica dei Paesi dell’Unione Europea, interferendo sulle libere elezioni democratiche che si svolgono nei nostri Paesi e cercando di condizionare con queste attività la volontà popolare. Questo sarebbe veramente inaccettabile. Se ne è già parlato in più di un’occasione. Bisogna vigilare e impedire che ci siano queste azioni da parte di un Paese con il quale noi non siamo in guerra, ma che sta attaccando l’Europa perché l’Europa difende il diritto internazionale e il diritto dell’Ucraina a non essere occupata dalle forze armate della Federazione Russa”.
Il capo della diplomazia italiana ha richiamato anche precedenti storici per illustrare l’uso della disinformazione e delle fake news come strumenti di pressione politica: “Noi non siamo in guerra con la Federazione Russa, però respingiamo gli attacchi politici. Anche durante il referendum in Spagna sulla questione della Catalogna è emersa un’azione russa per cercare, attraverso fake news e immagini non rispondenti alla verità, di condizionare la volontà dei cittadini. Non è escluso che possa ripetersi e che vengano utilizzati tutti gli strumenti possibili per indebolire la posizione dell’Unione Europea”.
A questo proposito, Tajani ha ricordato le recenti riorganizzazioni interne al Ministero degli Esteri volte a schermare le istituzioni dalle minacce informatiche: “Non è un caso che ci sia stata una riforma del Ministero degli Esteri: dal primo gennaio è operativa una Direzione generale per la sicurezza che si occupa della protezione sia dal punto di vista politico sia da quello operativo. Inoltre, è attiva una sala operativa che lavora 24 ore su 24 proprio per respingere i cyberattacchi, molti dei quali arrivano da hacker russi, contro le nostre sedi diplomatiche e contro il Ministero”.
Un episodio emblematico, ha ricordato il ministro, si è verificato in occasione dell’arrivo del presidente ucraino a Roma: “Ricordo, per esempio, che in occasione della prima visita di Volodymyr Zelensky, nel momento in cui l’aereo toccò la pista dell’aeroporto di Ciampino, mentre ero lì ad accogliere il presidente ucraino, ci fu un attacco contro il sito del Ministero degli Esteri. I precedenti ci sono e noi vigiliamo affinché possa essere garantita sempre e comunque la democrazia e la regolarità della vita democratica nei nostri Paesi”.
A stretto giro è arrivata la replica dell’altro vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, che a margine di un evento a Roma ha preso le distanze dalle preoccupazioni espresse dal collega di governo. “Non so se il collega Tajani ha altre informazioni, ha degli elementi in più rispetto a quelli che ho io da vicepresidente del Consiglio”, ha commentato Salvini.
“Io non voglio mancare di rispetto all’intelligenza e alla libertà di scelta degli italiani, che non hanno mai votato per influenze russe, cinesi, americane, israeliane, palestinesi. Ognuno vota liberamente. Mi sembra che ci sia - non parlo di Tajani ma di altri Paesi europei - un’ansia antirussa che mi preoccupa. Partendo dal presupposto che la Russia ha sbagliato, ho come l’idea che qualche cancelleria europea non voglia mettere fine a questa guerra e cerchi continui pretesti per alimentarla e magari per vendere altre armi. Non ho l’ansia che questa notte i russi invadano Torre Maura o Tor Bella Monaca magari se invadessero Tor Bella Monaca qualche cittadino potrebbe anche esserne contento. E non penso che gli italiani voteranno influenzati da nessuno”, ha assicurato Salvini.