MOSCA - Non si ferma la scia di morti sospette che ha travolto l’élite economica e dirigenziale russa dall’inizio del conflitto in Ucraina. L’ultimo caso riguarda Serghei Loiter, 42 anni, ex direttore commerciale di Yandex (il “Google russo”) e manager della divisione internazionale Yango, annegato nei pressi di Volgograd in circostanze che lasciano diversi interrogativi. 

Secondo le ricostruzioni dei media locali, il corpo di Loiter è stato identificato tra quelli di tre pescatori scomparsi alla fine della scorsa settimana nelle acque del fiume Volga.

ll primo corpo a essere recuperato è stato quello di Igor Prokhorov, autista personale del gruppo. Secondo fonti della testata V1.ru, il cadavere presentava ferite alla testa, suggerendo che l’imbarcazione possa aver urtato un ostacolo o essersi ribaltata violentemente. Insieme al manager è annegato anche l’imprenditore edile Serghei Nazarov, il cui corpo risulta al momento ancora disperso. 

Loiter è solo l’ultimo di una lista che conta almeno 20 dirigenti di alto livello deceduti in circostanze poco chiare. Solo negli ultimi mesi si sono registrati diversi casi eclatanti: a settembre 2025 Aleksei Sinitsyn, Ceo di K-Potash Service, è stato ritrovato decapitato, mentre ad agosto sono morti Dmitri Osipov, presidente di Uralkali, e Mikhail Kenin, fondatore del Gruppo Samolet, entrambi per cause rimaste ignote. 

In casa Gazprom, già nel 2022 si erano registrati i decessi di Leonid Shulman e Vladislav Avaev, quest’ultimo trovato morto insieme a moglie e figlia. Nello stesso anno, Yuri Voronov è stato ucciso da un colpo di pistola alla testa, mentre Aleksander Tyulyakova è stato rinvenuto senza vita nel suo garage.  

Situazione analoga in Lukoil, dove tre presidenti o vicepresidenti sono deceduti in rapida sequenza: Ravil Maganov è precipitato da una finestra dell’ospedale centrale di Mosca, il suo successore Vladimir Nekrasov è morto per una presunta insufficienza cardiaca e nel marzo 2024 è toccato a Vitaly Robertus, scomparso a 53 anni per cause mai divulgate dall’azienda. 

Il fenomeno non si limita ai confini russi, alimentando i sospetti di un’eliminazione sistematica di figure considerate scomode o non più allineate. Nel 2022 Serghei Protosenya della società Novatek è stato trovato morto nella sua villa in Spagna, mentre in India il magnate dei salumi Pavel Antov è precipitato dalla finestra di un hotel.  

Altri decessi includono cadute in mare, come quella di Ivan Pechorin durante una crociera, e morti avvenute sui balconi delle proprie abitazioni, come nel caso di Pavel Pchelnikov delle Ferrovie Russe e altri dirigenti ritrovati con segni compatibili con il suicidio.