MILANO - La Procura generale di Milano ha avviato accertamenti “a tutto campo e con urgenza” sul caso della grazia concessa a Nicole Minetti, puntando a verificare la veridicità degli elementi alla base del provvedimento.
Le indagini, delegate anche all’Interpol, riguardano diversi aspetti, dall’adozione del minore in Uruguay alla documentazione sanitaria, fino a vicende collaterali come la scomparsa della madre biologica e la morte del suo legale.
“In concerto con il procuratore generale siamo già attivati per le verifiche, dalle forze nostre di polizia a quelle dell’Interpol, con massima urgenza. Andremo avanti finché non troviamo tutti gli elementi, positivi o negativi”, ha spiegato il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa.
Il magistrato assicura che verranno svolte indagini anche in Italia sull’autenticità di documenti sanitari relativi al bambino e che tutte le circostanze sono oggetto di accertamento, “dalle modalità di adozione all’estero alla morte del legale della madre biologica del bimbo. Se incontreremo ostacoli faremo un passo successivo per una rogatoria”.
Il professor Luca Denaro, direttore della Neurochirurgia pediatrica dell’Azienda ospedaliera di Padova, ha già chiarito di “non aver mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti e conferma di non aver mai avuto in cura il bambino”, nonostante il suo nome fosse stato citato nelle ricostruzioni sul percorso sanitario del minore.
Gli approfondimenti riguardano anche il periodo in cui Minetti avrebbe soggiornato a Ibiza e coinvolgono la raccolta di informazioni su tutte le persone citate nelle ricostruzioni giornalistiche, compresa la Minetti stessa e il compagno Giuseppe Cipriani. Tra i documenti richiesti anche quelli del tribunale uruguaiano relativi al procedimento sul minore.
Al termine delle verifiche, la Procura generale invierà una valutazione al Ministero della Giustizia, e se dovessero emergere incongruenze o elementi non veritieri nella richiesta di grazia, potrebbe aprirsi un’indagine.
Tra i punti più delicati c’è la posizione del bambino, indicato come motivo umanitario per la grazia. Secondo ricostruzioni giornalistiche, il minore non sarebbe stato abbandonato alla nascita, ma avrebbe genitori biologici vivi, dai quali la coppia avrebbe ottenuto l’affidamento solo dopo un procedimento giudiziario in Uruguay.
Proprio in Uruguay emergono altri elementi sotto verifica. La madre biologica del bambino, María de los Ángeles González Colinet, risulta scomparsa da metà febbraio nel dipartimento di Maldonado e le autorità hanno diffuso un avviso di ricerca, senza che finora sia stato possibile rintracciarla.
Resta aperta anche l’indagine sulla morte dell’avvocata uruguaiana Mercedes Nieto, che assisteva la famiglia biologica del minore e che nel giugno 2024 fu trovata carbonizzata insieme al marito nella loro abitazione di Garzón (Maldonado). La vicenda, inizialmente ricondotta a un incendio, è ancora al vaglio della procura di Maldonado, che ha disposto ulteriori accertamenti alla luce di elementi ritenuti incompatibili con una causa accidentale.