ADELAIDE - La polizia del South Australia ha ripreso le ricerche di Gus Lamont, il bambino di quattro anni scomparso da oltre otto mesi in una remota proprietà dell’outback.
Le forti piogge cadute di recente a Oak Park Station, nel nord dello Stato, potrebbero aver modificato il terreno e reso visibili nuovi elementi utili all’indagine.
Gus fu visto per l’ultima volta il 27 settembre 2025 dalla nonna, mentre giocava vicino alla casa principale della proprietà di famiglia, nei pressi di Yunta. Da allora non è stato trovato alcun segno del bambino, né oggetti a lui appartenenti, nonostante una delle più vaste operazioni di ricerca nella storia del South Australia.
Da ieri, gli investigatori della squadra per i crimini gravi e agenti specialisti dello STAR Group sono tornati nella stazione agricola nell’ambito del lavoro della Task Force Horizon, creata in ottobre. La polizia ha spiegato che nei prossimi tre giorni saranno controllati numerosi punti della proprietà, sfruttando eventuali opportunità emerse dopo la pioggia.
Non è la prima volta che il maltempo riapre una finestra investigativa. Una nuova ricerca era già stata condotta a marzo, sempre dopo precipitazioni intense, ma non aveva portato alla scoperta di nuove prove. Gli investigatori avevano però chiarito che sarebbero tornati regolarmente nella proprietà mentre l’indagine restava aperta.
All’inizio, la polizia aveva ipotizzato che Gus si fosse allontanato da solo. Ma il 5 febbraio la scomparsa è stata dichiarata un crimine grave. Il commissario Grant Stevens ha poi detto che gli investigatori avevano quasi escluso l’ipotesi dell’allontanamento spontaneo, sottolineando che nessuna prova raccolta durante le ricerche indicava quella direzione.
Le operazioni iniziali avevano coperto quasi 500 chilometri quadrati e coinvolto centinaia di agenti, volontari, mezzi aerei e unità a cavallo. Sono stati controllati anche una cisterna, un gabinetto esterno e vecchi pozzi minerari, senza risultati.
La polizia ha detto che alcune persone presenti nella proprietà al momento della scomparsa erano parenti del bambino: i nonni, la madre e il fratellino. Ha però ripetuto che i genitori, Josh Lamont e Jess Murray, non sono sospettati. A febbraio, i due avevano diffuso un appello disperato, dicendo di essere “uniti nel dolore” e nella ricerca della verità.
La famiglia ha sostenuto di aver collaborato pienamente con gli investigatori. A marzo, la polizia ha precisato che due familiari comunicavano solo tramite i propri avvocati.
Il caso resta aperto, senza resti umani, senza oggetti ritrovati e senza una ricostruzione definitiva. La pioggia, ora, offre alla polizia un’altra possibilità.