SYDNEY - Creare un partito teal potrebbe aiutare gli indipendenti a condividere risorse e coordinare meglio le politiche, ma rischierebbe anche di aprire dispute sulla leadership e costringere i deputati a sostenere posizioni non condivise.

È l’avvertimento di Kerryn Phelps, una delle prime indipendenti urbane di quel filone politico.

Phelps vinse il seggio di Wentworth, a Sydney, dopo le dimissioni dell’ex primo ministro Malcolm Turnbull nel 2018. Quella campagna, radicata nella comunità locale e costruita fuori dai partiti tradizionali, anticipò il modello che nel 2022 avrebbe portato in Parlamento sette indipendenti poi etichettati come teal.

Secondo Phelps, una struttura più formale avrebbe vantaggi pratici: permetterebbe di condividere fondi, personale, competenze e lavoro programmatico. Ma il punto decisivo sarebbe il modo in cui il nuovo soggetto verrebbe organizzato. Se i deputati perdessero la libertà di rappresentare il proprio elettorato, il rischio sarebbe elevato.

“Molto dipende dal fatto che i parlamentari mantengano la possibilità di rappresentare i propri elettori, invece del partito”, ha detto. A suo giudizio, candidati e iscritti dovrebbero almeno condividere valori comuni e regole chiare. Ma Phelps ha ricordato di essersi candidata come indipendente proprio per non essere vincolata a votare politiche che non approvava o che riteneva non sostenute dal suo elettorato.

La sua preoccupazione riguarda anche le dinamiche interne: leadership, correnti e conflitti organizzativi. “Non ho ancora visto un modello di partito che eviti questi problemi”, ha detto.

Una possibile via intermedia, secondo l’ex deputata, sarebbe creare un soggetto che sia partito nel nome ma alleanza nella pratica: risorse comuni, valori condivisi, ma libertà di voto per ciascun eletto. Sarebbe un modo per dare più forza al gruppo senza cancellarne l’identità locale.

Phelps è ricordata soprattutto per aver promosso la legge “medevac”, che consentì a 135 richiedenti asilo di lasciare temporaneamente la detenzione offshore per ricevere cure mediche in Australia. Nel 2018, l’approvazione della norma segnò la prima sconfitta di un governo alla Camera dei Rappresentanti da decenni. La legge fu poi abolita nel 2019, anno in cui Phelps perse il seggio.

Oggi la questione torna mentre diversi indipendenti valutano un coordinamento più stretto. Allegra Spender e Zali Steggall non chiudono la porta al dibattito. Monique Ryan, Kate Chaney e Helen Haines, invece, hanno già chiarito di voler restare indipendenti di comunità.

Il leader dell’opposizione Angus Taylor sostiene che i teal si comportino già da partito. Ma il nodo resta aperto: diventare più organizzati può aumentare il peso parlamentare, ma anche consumare ciò che li ha resi vincenti.