ROMA - Molte conferme per il centrodestra e un solo vero ribaltone segnano la tornata delle elezioni comunali che ha coinvolto quasi 750 comuni italiani e oltre 6 milioni di elettori.
L’affluenza definitiva si è fermata al 60,06%, in calo di 4,85 punti rispetto al 64,91% delle precedenti amministrative negli stessi comuni. Solo l’Umbria ha superato il 70% dei votanti, mentre il Molise si è fermato al 47,71%.
Il dato politico più significativo è la tenuta della coalizione di governo dopo la sconfitta referendaria sulla giustizia. “E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani”, ha scritto ironica sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
A Venezia il centrodestra conserva il Comune con la vittoria al primo turno di Simone Venturini, ex assessore della giunta uscente guidata da Luigi Brugnaro: con oltre metà delle sezioni scrutinate, il candidato sostenuto da FdI, Lega e Forza Italia viaggiava tra il 52 e il 53%, mentre Andrea Martella, candidato del centrosinistra, si fermava attorno al 38%.
“Per come era stata raccontata la situazione in questa città, la possibilità di vincere al primo turno era esclusa da ogni ipotesi”, ha commentato il coordinatore veneto di Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon, riferendo anche un messaggio della premier Meloni che avrebbe definito il risultato “un miracolo mondiale”.
Il vero ribaltone arriva però da Reggio Calabria, dove il centrodestra torna al governo della città dopo dodici anni con l’elezione di Francesco Cannizzaro, deputato e coordinatore calabrese di Forza Italia. Secondo le proiezioni e i dati diffusi durante lo scrutinio, Cannizzaro avrebbe addirittura superato il 65% dei consensi.
Il centrosinistra ottiene però risultati importanti soprattutto in Toscana. A Prato Matteo Biffoni viene confermato sindaco per la terza volta con una percentuale stimata tra il 49% e il 55%, mentre il campo progressista riconquista Pistoia dopo nove anni di amministrazione di centrodestra.
A Salerno trionfa invece Vincenzo De Luca, sostenuto da una coalizione civica di centrosinistra senza il simbolo del Pd, con quasi il 60% dei voti.
A Messina si conferma Federico Basile, candidato di Sud chiama Nord di Cateno De Luca, mentre ad Arezzo il centrodestra con Marcello Comanducci resta avanti ma si andrà al ballottaggio.
Il voto ha interessato 18 capoluoghi di provincia, tra cui Venezia, Prato, Reggio Calabria, Salerno, Messina, Arezzo e Pistoia. Nei comuni sopra i 15mila abitanti dove nessun candidato ha superato il 50%, si tornerà alle urne per il ballottaggio il 7 e 8 giugno.
Dal Pd arriva una lettura prudente del risultato. “Ci sono elementi positivi ma anche risultati che non ci lasciano del tutto soddisfatti”, ha osservato il responsabile Organizzazione dem Igor Taruffi, sottolineando comunque che “la partita delle politiche resta aperta”.
Il Movimento 5 Stelle invita invece a non trasformare il voto amministrativo in una lettura nazionale. “È improprio ricavarne valutazioni di ordine generale”, ha dichiarato la vicepresidente vicaria Paola Taverna.