ROMA - Migliaia di lavoratori e studenti hanno occupato le tangenziali di Milano e Bologna durante lo sciopero generale proclamato dall’Unione sindacale di base (Usb) per venerdì 30 ottobre.
La mobilitazione, organizzata in oltre 50 città italiane contro il carovita, il riarmo e le politiche del governo, ha provocato pesanti disagi alla circolazione e momenti di tensione con le forze dell’ordine a Torino, Roma e in Veneto.
A Milano circa 30mila persone hanno raggiunto la Tangenziale Est, entrando sulla A51 all’altezza di Cascina Gobba. Il corteo, formato da lavoratori e studenti che si erano riuniti nel corso della mattinata, ha percorso oltre due chilometri della carreggiata in direzione Lambrate.
La circolazione era stata interrotta preventivamente in entrambe le direzioni, con la chiusura anche delle aree di servizio. Dopo circa un’ora e mezza di occupazione, i manifestanti hanno lasciato la tangenziale all’altezza dello svincolo di Lambrate, rientrando in città.
Un’azione analoga si è svolta a Bologna, dove il corteo ha imboccato la tangenziale dallo svincolo di via Stalingrado, procedendo verso Casalecchio e Borgo Panigale.
Secondo gli organizzatori, alla manifestazione hanno partecipato circa 50mila persone. L’occupazione della carreggiata ha comportato la chiusura di diversi svincoli e lunghe code, con rallentamenti fino a tre chilometri segnalati da Autostrade per l’Italia.
A Torino si sono registrati alcuni degli episodi più tesi della giornata. Dopo un primo confronto in via Po, dove un gruppo di manifestanti aveva forzato un cordone di polizia per ricongiungersi al corteo principale, gli scontri si sono spostati in piazza Castello.
Le forze dell’ordine hanno effettuato brevi cariche e utilizzato un idrante per allontanare i manifestanti dai cordoni predisposti a protezione della Prefettura. Due persone, un uomo di circa 50 anni e una giovane manifestante, sono state trasportate in ospedale e altre cinque sarebbero state trattenute per accertamenti. Gli organizzatori hanno parlato di oltre 50mila partecipanti alla protesta torinese.
A Roma, invece, circa 300 manifestanti si sono staccati dal corteo principale nei pressi del Colosseo, in via Claudia, dove sono stati rovesciati cassonetti, incendiati materiali e monopattini e lanciati oggetti contro gli agenti in tenuta antisommossa. Un altro gruppo ha raggiunto via dei Fori Imperiali, dove i promotori hanno annunciato l’intenzione di montare tende e proseguire la mobilitazione fino a domenica, con un’assemblea nazionale.
Scontri anche in Veneto, in particolare a Vicenza dove quattro poliziotti sono rimasti feriti durante il tentativo di un gruppo di manifestanti di raggiungere la tangenziale ovest attraverso uno svincolo presidiato dalle forze dell’ordine.
Gli agenti hanno utilizzato un idrante per respingere il corteo. Durante il confronto sono stati lanciati fumogeni e fuochi d’artificio verso la polizia, che ha risposto con lacrimogeni. Tre manifestanti hanno riportato contusioni, secondo gli organizzatori, uno sarebbe stato colpito alla testa da un lacrimogeno.
A Mestre (Venezia) sette agenti sono rimasti leggermente feriti, riportando tagli e contusioni, quando un gruppo di partecipanti ha tentato di superare il blocco della polizia nei pressi del cavalcavia diretto verso Venezia.
La mobilitazione ha interessato anche i porti. A Ravenna un corteo organizzato dalla Filt Cgil ha provocato il blocco delle attività e del traffico portuale, nell’ambito delle iniziative internazionali contro il trasporto di armamenti diretti verso Israele.
Manifestazioni si sono svolte inoltre a Napoli, Palermo, Genova, Pisa, Trieste e in numerosi altri centri, con la partecipazione di studenti, lavoratori e associazioni.