ROMA - Questa settimana riprende in tutte le regioni il nuovo anno scolastico che vedrà impegnati circa 8 milioni di studenti fino al prossimo giugno.
Le lezioni sono già riprese il 7 settembre a Bolzano, poi il 10 è stata la volta di Veneto, Valle d’Aosta e a Trento: circa 530.000 in Veneto, oltre 15.000 in Valle d’Aosta, 66.300 circa a Trento.
Da oggi si torna in classe in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte e Umbria e Lombardia. Domani, martedì, sarà la volta di un gruppo numeroso formato da Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana. Il giorno seguente, mercoledì, riprenderanno le lezioni in Abruzzo, Basilicata e Sardegna. A chiudere formalmente questa lunga catena d’avvio sarà infine la Puglia, dove il primo suono della campanella è programmato per giovedì.
Per il titolare dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, la scuola inizierà con tutti i docenti in cattedra. Sono state fatte immissioni in ruolo di docenti su posto comune, di sostegno e per l’insegnamento della Religione cattolica, per un totale di 37.430. È stata anche coperta, ha spiegato, la quasi totalità delle supplenze, pari a circa 118.000 posti. Inoltre, sono stati confermati, su richiesta delle famiglie, ben 55.814 supplenti su posto di sostegno, quasi 10.000 in più rispetto al 2025/2026. Ed è stata effettuata in più l’immissione in ruolo di 342 dirigenti scolastici e sono in fase di conclusione anche le assunzioni di 12.284 unità di personale Ata.
Ma per i sindacati la situazione non è affatto così rosea: i precari sarebbero oltre 200.000 e Il caro vita costringe migliaia di supplenti del Sud o del Centro Italia a rinunciare all’immissione in ruolo al Nord. Inoltre l’ultimo rapporto di Cittadinanzattiva ricorda che sono 68 i crolli avvenuti nelle scuole da settembre 2025 ad agosto 2026, con il ferimento di 12 persone, e che la situazione non è molto migliorata in questi ultimi mesi.
Rispetto ai rischi naturali, il 44% delle scuole si trova in territori a elevata sismicità (zona 1 e 2), il 19% ricade in aree a pericolosità idraulica, mentre sono 5.113 gli edifici scolastici collocati in aree a rischio frana. Anche il cambiamento climatico minaccia direttamente la salute di studenti e personale scolastico: solo il 7,4% delle scuole italiane infatti dispone di sistemi di condizionamento o ventilazione. Ben oltre la metà degli edifici scolastici non possiede il certificato d’agibilità (23.218; 59%), rilasciato dal Comune, che attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico degli edifici. Il quadro regionale è fortemente polarizzato: in Valle d’Aosta 122 edifici su 139 (87,8%) ne sono dotati, mentre nel Lazio, anche per la presenza di numerosi edifici storici nella Capitale, la percentuale non raggiunge il 13% (407 su 3.203). Sulla presenza infine di amianto nelle scuole, l’Inail stima che gli edifici scolastici potenzialmente a rischio sull’intero territorio nazionale possano essere oltre 14.000.