STOCCOLMA – Un solo seggio separa i due blocchi, lasciando la Svezia ancora con il fiato sospeso. Lo spoglio delle elezioni legislative in corso non ha ancora consegnato un vincitore, ma il centrosinistra guidato dalla leader socialdemocratica Magdalena Andersson mantiene per il momento un vantaggio minimo sulla coalizione di centrodestra del premier uscente Ulf Kristersson.

Secondo le proiezioni dell’emittente pubblica Svt, i partiti di sinistra si attesterebbero complessivamente al 49,4% dei voti, conquistando 175 seggi, contro il 49,1% e i 174 seggi dell’alleanza tra destra ed estrema destra, al governo dal 2022. Un margine sottilissimo, ridottosi progressivamente nel corso della serata e che potrebbe ancora ribaltarsi con il completamento dello scrutinio.

Andersson si è comunque detta pronta a tornare alla guida del Paese. “Noi socialdemocratici saremo sempre pronti ad assumerci le nostre responsabilità. Per il momento siamo in testa. E se questo dato venisse confermato, allora la Svezia avrà un nuovo governo”, ha dichiarato davanti ai sostenitori riuniti a Stoccolma.

I primi exit poll diffusi alla chiusura delle urne avevano assegnato un vantaggio più ampio al centrosinistra, formato da Socialdemocratici, Verdi, Centro e Sinistra, con il 51,3%, contro il 46,8% del blocco composto da Moderati, Liberali e Democratici Svedesi. Con l’avanzare dello spoglio, tuttavia, le distanze si sono drasticamente accorciate.

A emergere dal voto è soprattutto l’arretramento dei Democratici Svedesi di Jimmie Åkesson, formazione di ultradestra che alla vigilia era indicata dai sondaggi come una delle possibili protagoniste della tornata elettorale. Secondo i primi dati, il partito si sarebbe fermato al 17,2%, in netto calo rispetto al 20,5% ottenuto nel 2022. Se il dato fosse confermato, sarebbe la prima volta dal suo ingresso in Parlamento, nel 2010, che i Democratici Svedesi registrano una perdita di consensi.

La flessione è stata accolta con entusiasmo nel quartier generale socialdemocratico, dove uno degli applausi più forti della serata è arrivato proprio alla comparsa sugli schermi del risultato del partito di Åkesson.

La campagna dei Democratici Svedesi si era concentrata in particolare sull’immigrazione, mentre il partito aveva cercato contemporaneamente di ampliare il proprio consenso tra gli elettori moderati.

Andersson aveva duramente criticato i toni della campagna elettorale, definendola “sporca” e “caratterizzata da molte menzogne”, accusando inoltre gli Sd di aver definito i propri oppositori “traditori della patria”.

Anche i due principali partiti svedesi risultano comunque in calo rispetto alle precedenti elezioni. I Socialdemocratici si attesterebbero al 28,4%, con una perdita di 1,9 punti percentuali, mentre i Moderati di Kristersson sarebbero al 18,1%, in discesa di un punto. In crescita, invece, i Verdi al 7,4%, la Sinistra all’8% e il Centro al 7,5%.

Il risultato dei Democratici Svedesi assume particolare rilevanza anche per il futuro politico di Kristersson, che durante la precedente legislatura aveva aperto alla collaborazione con l’ultradestra.

Un eventuale successo del centrosinistra metterebbe in discussione quella strategia e potrebbe riportare Andersson alla guida del governo.

Negli ultimi giorni della campagna erano intervenute anche diverse personalità svedesi per invitare gli elettori a impedire un rafforzamento dell’ultradestra.

Tra queste l’attivista Greta Thunberg, la cantante Zara Larsson e Benny Andersson degli Abba, che avevano sostenuto il ritorno del centrosinistra e di una maggiore attenzione alle politiche ambientali.

Resta tuttavia da sciogliere il nodo decisivo dei numeri. Con appena un seggio di differenza tra i due schieramenti, la formazione del prossimo governo dipenderà dai risultati definitivi.