LUBIANA - A quasi un mese dalle elezioni del 22 marzo, la Slovenia precipita in una fase di profonda incertezza politica. Il primo ministro uscente, Robert Golob, ha ufficialmente annunciato di aver abbandonato i tentativi di formare un nuovo esecutivo.

Nonostante avesse rivendicato la vittoria all’indomani del voto, il leader del Movimento per la Libertà non è riuscito a trovare alleati tra i partiti di centro-destra per costruire una maggioranza parlamentare. 

Il risultato elettorale ha consegnato a Golob una vittoria mutilata: con soli 29 seggi su 90, il suo partito si è trovato lontano dalla soglia necessaria per governare, subendo un drastico ridimensionamento rispetto ai 41 seggi ottenuti nel 2022.

“Non vediamo l’ora di lavorare all’opposizione”, ha dichiarato Golob al termine delle consultazioni con la Presidenza, lanciando però un duro attacco agli avversari: “Siamo convinti che questa coalizione di corrotti non durerà a lungo”. 

Sull’altro fronte, l’ex premier Janez Jansa, leader del Partito Democratico Sloveno (SDS) e stretto alleato di Donald Trump, osserva lo stallo con apparente distacco. Nonostante i suoi 28 seggi e la capacità di influenzare il Parlamento – dimostrata dall’elezione di Zoran Stevanovic (Resnica) come Presidente dell’Assemblea con i voti del centro-destra – Jansa ha dichiarato di non voler forzare la mano. 

“Possiamo aspettare con calma che coloro che hanno causato questo caos ne paghino le conseguenze – ha affermato Jansa, precisando tuttavia di avere già pronti programma e squadra –-. Possiamo formare un governo di gran lunga migliore di quello attuale già da domani”. 

La palla passa ora alla presidente della Repubblica, Natasa Pirc Musar, che ha 30 giorni di tempo dalla sessione inaugurale del 10 aprile per proporre formalmente un candidato alla carica di premier. Se la figura indicata non dovesse ottenere la fiducia, si aprirà una finestra di ulteriori 10 giorni in cui i partiti potranno tentare un’ultima mediazione su un nuovo nome prima di tornare, eventualmente, alle urne. 

Il contrasto con il passato è netto: nell’aprile 2022, Golob era riuscito a blindare una coalizione da 53 seggi in pochi giorni; oggi, la frammentazione del Parlamento sloveno rende ogni scenario di stabilità estremamente complesso.