ROMA -L’ex numero due del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis), Giuseppe Del Deo, è indagato dalla Procura di Roma per peculato e accesso abusivo a sistema informatico nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta “Squadra Fiore”, un gruppo clandestino attivo dal novembre 2024 dedito al dossieraggio illegale.  

Nell’ambito delle indagini, i carabinieri del Ros hanno eseguito una serie di perquisizioni su disposizione dei magistrati. 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Del Deo - attuale presidente esecutivo di Cerved Group Spa, società specializzata nel fornire informazioni commerciali e nella gestione del rischio di credito - si sarebbe avvalso della struttura clandestina e avrebbe utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi destinati a scopi di intelligence.  

A lui e ad altri indagati è stato anche contestato il reato di peculato in concorso perché nel 2023 si sarebbero appropriati di fondi dell’Aisi per circa 5 milioni di euro, destinati a un contratto di fornitura di fatto mai eseguito. 

La “Squadra Fiore” era composta in parte da ex appartenenti alle forze dell’ordine e all’Aisi. Secondo l’accusa, acquisiva e commercializzava informazioni riservate, estrapolandole illegalmente da banche dati nazionali protette, realizzando dossier su persone fisiche e giuridiche su commissione di imprenditori, professionisti e intermediari finanziari.  

Gli indagati sono accusati anche di aver eseguito attività di fraudolenta interruzione di intercettazioni e di installazione di dispositivi per la captazione illecita di conversazioni private. 

Nel procedimento è indagato anche Carmine Saladino, ex capo della società di cybersecurity Maticmind, per truffa aggravata. Secondo gli inquirenti avrebbe gonfiato il fatturato per oltre 40 milioni di euro fittizi, procurandosi un profitto indebito di circa 8 milioni di euro con danno anche per Cassa Depositi e Prestiti. 

Tra gli altri indagati figura Giuliano Tavaroli, già protagonista dello scandalo che nel 2006 rivelò un sistema di dossieraggi illegali realizzati da alcuni vertici della sicurezza di Telecom Italia in combutta con i servizi segreti del Sismi.  

Ex carabiniere ed ex responsabile della security di Telecom e Pirelli, Tavaroli patteggiò allora una condanna a quattro anni e mezzo, e oggi è accusato di associazione a delinquere finalizzata all’accesso abusivo a sistemi informatici di interesse per la sicurezza pubblica, captazione fraudolenta di comunicazioni e corruzione. 

L’inchiesta romana trae origine in parte da elementi acquisiti dalla Procura di Milano nell’ambito del procedimento “Equalize”, ma si differenzia per la natura del gruppo operativo, che non sarebbe una vera società di investigazioni bensì una rete di ex intelligence e forze dell’ordine.