LIMA - Il Tribunale elettorale nazionale del Perù (JNE), massimo organo elettorale del Paese, ha avviato il riconteggio dei voti presidenziali relativi ad almeno 106 verbali osservati nelle elezioni generali della scorsa settimana.  

L’annuncio è stato dato dalla segretaria generale dell’ente, Yessica Clavijo, che ha confermato l’inizio delle operazioni in udienze pubbliche a partire da lunedì 20 aprile.  

Le sessioni si svolgono in modalità virtuale e possono essere seguite attraverso il portale istituzionale del JNE, accedendo alla sezione dedicata al riconteggio delle Elezioni Generali 2026, oppure tramite il canale televisivo JNE Media. 

Secondo i dati ufficiali, sono 15.470 le schede elettorali osservate dopo il voto, e circa il 30% riguarda la consultazione presidenziale, pari a 5.752 verbali inviati ai tribunali elettorali speciali (JEE) per errori o omissioni nella registrazione dei voti. Di questo totale, almeno 106 schede saranno sottoposte a riconteggio, anche se il numero potrebbe aumentare nelle prossime ore poiché lo scrutinio è ancora in corso.  

L’ONPE (Ufficio Nazionale dei Processi Elettorali) ha finora elaborato il 93,57% delle schede su un totale di 92.766, mentre una quota residuale è stata inviata ai JEE o resta ancora in sospeso. 

I risultati preliminari indicano la candidata conservatrice Keiko Fujimori in testa con il 17% dei voti validi, seguita dal candidato di sinistra Roberto Sánchez con il 12% e dall’ultraconservatore Rafael López Aliaga con l’11,9%.  

La corsa per accedere al secondo turno resta estremamente serrata, con una differenza di circa 13.000 voti tra Sánchez e López Aliaga, mentre il ballottaggio è previsto per il 7 giugno.  

Il riconteggio inizierà con le schede della provincia di Chanchamayo e, secondo le previsioni del JNE, dovrebbe concludersi entro la metà di maggio, passaggio considerato fondamentale per chiarire quali forze politiche accederanno alla fase decisiva della competizione elettorale. 

Il processo elettorale è stato però segnato da numerosi problemi, a partire dai ritardi nella distribuzione del materiale elettorale a Lima, dove molti seggi hanno aperto con fino a cinque ore di ritardo e alcuni addirittura il giorno successivo, in un precedente senza eguali.  

A queste difficoltà si sono aggiunte criticità nella gestione del trasporto e nella catena di custodia delle schede. Il presidente del Tribunale elettorale nazionale del Perù, Roberto Burneo, ha parlato di “serie irregolarità” nella gestione del processo da parte dell’ONPE, sottolineando che tali anomalie “non possono essere ignorate”.  

Burneo ha inoltre precisato che i rapporti dei fiscalizzatori del JNE indicavano come i ritardi fossero legati alla distribuzione di materiali tecnologici, come computer, stampanti e inchiostro, senza che l’ONPE fosse in grado di chiarire la situazione reale in quel momento. 

Alla luce di queste problematiche, il Tribunale elettorale nazionale del Perù ha presentato una denuncia alla Procura contro l’ONPE e il suo capo, Piero Corvetto, mentre il candidato López Aliaga ha chiesto il suo arresto immediato.  

Con margini così ridotti tra i candidati, il riconteggio dei voti assume un ruolo decisivo: ogni scheda potrebbe risultare determinante per definire chi sfiderà Fujimori al secondo turno e, di conseguenza, il futuro politico del Perù.