WASHINGTON - Donald Trump alza drasticamente la posta in gioco alla vigilia della scadenza della tregua in Medio Oriente. In una serie di interventi tra Fox News e i social media, l’inquilino della Casa Bianca ha annunciato che l’accordo con Teheran potrebbe essere firmato già domani sera in Pakistan, avvertendo però che, in caso di fallimento, le conseguenze militari saranno immediate e devastanti.
Secondo quanto riferito dalla giornalista di Fox News Maria Bartiromo, che ha parlato direttamente con il presidente, Trump considera il negoziato concluso in ogni suo punto. “Mi ha detto che si aspetta la firma domani sera e che i punti sono stati negoziati”, ha rivelato la Bartiromo, aggiungendo un dettaglio inquietante: se l’Iran dovesse tirarsi indietro, gli Stati Uniti sono pronti a “far saltare in aria tutte le centrali elettriche e molto altro”.
Trump ha rincarato la dose su Truth Social e PBS, affermando che se la tregua di due settimane (in scadenza questo mercoledì pomeriggio) dovesse terminare senza un’intesa, “molte bombe inizieranno a esplodere”.
Il punto fermo resta la denuclearizzazione totale: “Si devono liberare delle armi nucleari, è molto semplice”.
Nonostante la retorica infuocata, la diplomazia si muove sul campo. Trump ha confermato che la delegazione statunitense - guidata dal vicepresidente JD Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner - è attualmente in volo e arriverà a Islamabad nella notte (ora locale).
Sebbene la Casa Bianca mantenga una linea cauta sulle tempistiche ufficiali, Trump si è detto fiducioso che nessuno oserà “fare giochetti” all’ultimo momento. Il tycoon si è persino detto disponibile a un incontro personale con la leadership iraniana: “Non ho nessun problema a incontrarli, se vogliono. Pensiamo di negoziare con le persone giuste”.
Il presidente ha ribadito la linea della massima pressione economica, confermando che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino alla firma definitiva dell’accordo.
In un post su Truth, Trump ha anche voluto fare chiarezza sul ruolo degli alleati, smentendo le voci secondo cui sarebbe stato Israele a spingerlo verso la guerra: “Israele non mi ha mai convinto a entrare in conflitto, ma i fatti del 7 ottobre hanno rafforzato la mia convinzione che l’Iran non debba mai avere l’atomica”.
Il tycoon ha poi concluso attaccando i media, definendo il 90% delle notizie circolanti come “bugie e storie inventate” volte a danneggiare la sua immagine.