CUNEO - È stato estratto vivo dopo 12 ore Nicolò Astori, il giovane speleologo di 20 anni rimasto intrappolato a 120 metri di profondità nella grotta dei Cinghiali Volanti, sulle montagne di Garessio, in provincia di Cuneo. 

L’intervento di soccorso si è concluso alle 5.40 di mattina, dopo una notte di lavoro da parte di oltre 50 tecnici e operatori del Soccorso alpino e speleologico provenienti da Piemonte, Lombardia e Liguria. 

Il ventenne, originario della zona del Finalese Ligure (Savona), è stato affidato ai sanitari e trasferito in ospedale per ulteriori accertamenti. 

Il giovane era rimasto bloccato da un grosso masso, che si sarebbe staccato al suo passaggio durante l’escursione e che gli impediva di muovere una gamba. A dare l’allarme sono stati i compagni che erano con lui nella grotta. 

Le squadre del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico hanno raggiunto il ferito e avviato le operazioni per liberare l’arto rimasto incastrato. Sul posto sono intervenuti anche tecnici specializzati del Soccorso speleologico e disostruttori, incaricati di valutare il modo più sicuro per spostare la roccia. 

Per sollevare il masso è stata utilizzata una tecnica con materassini pneumatici, finora impiegata solo durante le esercitazioni, che ha permesso di spostare gradualmente la pietra fino a liberare la gamba dello speleologo. 

Una volta rimosso il masso, i soccorritori hanno allestito un piccolo campo sanitario all’interno della grotta per consentire ai medici del Cnsas di valutare le condizioni del giovane. 

Il quadro clinico è stato ritenuto complessivamente buono e non è stato necessario il trasporto in barella. La possibilità per Astori di collaborare durante l’evacuazione ha reso più rapide le operazioni, anche se il recupero si è protratto per diverse ore a causa della complessità dell’ambiente e delle caratteristiche del percorso. 

“In interventi così complessi non si può mai prevedere la durata – ha spiegato Daniele Fontana, vicepresidente regionale del Soccorso alpino e speleologico del Piemonte –. Se avessimo dovuto utilizzare la barella, sarebbero occorsi due o tre giorni, probabilmente, per allargare alcuni stretti passaggi”.