ROMA - L’esercitazione Nato Steadfast Noon 2026, in programma in Italia dal 13 ottobre, accende le polemiche politiche per l’utilizzo degli spazi aerei e dei poligoni, in particolare in Sardegna.
L’Aeronautica militare italiana precisa però che nell’esercitazione “non è previsto l’impiego di alcun armamento reale”. Le attività, spiega, sono finalizzate esclusivamente a verificare procedure, coordinamento e standard di sicurezza tra le forze alleate.
Steadfast Noon, aggiunge l’Aeronautica, è pianificata da tempo, rientra nella programmazione ordinaria della Nato e non è legata a specifiche crisi o agli sviluppi internazionali del momento.
L’attività addestrativa, della durata di una settimana, serve a mantenere la preparazione delle capacità e delle procedure che contribuiscono alla deterrenza e alla difesa dell’Alleanza.
Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, ha annunciato un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto. L’iniziativa parlamentare punta a chiarire perché il Parlamento non sia stato informato, quale sarà il ruolo dei droni, quali sistemi verranno impiegati, se siano previste attività di tiro e con quale munizionamento, in particolare nell’area di Salto di Quirra.
Secondo Bonelli, l’esercitazione sarebbe dedicata all’impiego delle armi nucleari statunitensi schierate in Europa. Il deputato afferma di avere ricostruito le attività da un documento tecnico destinato ai piloti, pubblicato da Enav il 20 agosto, che descriverebbe operazioni aeree e navali sul mar Tirreno, con corridoi di volo lungo la penisola e il coinvolgimento di basi come Ghedi, Aviano, Amendola, Gioia del Colle e Trapani.
L’Italia ha già ospitato l’esercitazione in sei occasioni: nel 2010, 2013, 2014, 2018, 2021 e 2023. La partecipazione italiana rientra nella cornice della difesa strategica integrata della Nato, di cui il Paese è membro dal 1949.
Il punto più controverso resta il coinvolgimento della Sardegna. Bonelli parla di una regione “ancora una volta trattata come una servitù militare” e cita l’area Star 5, che interesserebbe parte dell’interno e della costa orientale, compresa la zona del poligono di Salto di Quirra.
Il deputato chiede anche se Regione, Comuni e territori sorvolati siano stati informati e quali valutazioni di impatto ambientale e acustico siano state svolte.
Per Avs, l’Italia dovrebbe aderire al Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari e chiedere il ritiro delle testate dal territorio nazionale.
“La sicurezza si costruisce con il disarmo e la diplomazia, non simulando l’apocalisse sopra le nostre teste”, afferma Bonelli.