ROMA - È attesa per il 5 novembre la sentenza del processo a Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlioletta Andromeda, trovate senza vita il 7 giugno dello scorso anno a Villa Pamphili, a Roma. 

Nell’udienza di questa mattina la Prima Corte d’Assise ha rigettato la richiesta della difesa di disporre una nuova perizia psichiatrica, questa volta per valutare la capacità di intendere e di volere dell’imputato. 

Secondo i giudici, “non sussistono allo stato elementi idonei a sostenere la necessità di disporre un nuovo giudizio sulla capacità processuale” di Kaufmann.  

La Corte ha ritenuto infondata anche la richiesta di una perizia sull’imputabilità, sostenendo che non emergono “dati oggettivi a sostegno dell’incapacità mentale” dell’imputato al momento dei fatti. 

Nell’ordinanza letta in aula, i giudici hanno ricordato che, dal rientro in carcere nel luglio 2026, Kaufmann è costantemente monitorato dai sanitari del Dipartimento di salute mentale attraverso visite psichiatriche e colloqui psicologici in lingua inglese, svolti di norma almeno cinque volte a settimana. 

Nella prima relazione del 24 giugno, viene riportato che l’imputato, fin dal suo arrivo in carcere, avrebbe chiesto più volte di essere scarcerato in cambio di denaro, sostenendo di essere vittima di uno scambio di persona e di essere un cittadino britannico con tratti simili a quelli di Rexal Ford, nome utilizzato dallo stesso Kaufmann. 

La prossima udienza è fissata per il 26 ottobre, quando il pm Antonio Verdi terrà la requisitoria e formulerà le richieste di condanna della Procura. Seguiranno gli interventi delle parti civili. 

Il 5 novembre sarà invece il turno della difesa, rappresentata dall’avvocato Paolo Foti. Per la stessa giornata è prevista la sentenza.