SIENA - Tredici minorenni sono stati denunciati dalla Digos di Siena per detenzione illegale di armi, propaganda di idee fondate sull’odio razziale ed etnico, apologia del fascismo e del nazismo e diffusione di materiale pedopornografico.  

L’indagine, coordinata dalla procura minorile di Firenze, ha fatto emergere una rete di chat tra adolescenti accomunati da ideologie suprematiste e contenuti violenti. 

Quasi tutti gli adolescenti frequentano lo stesso istituto scolastico, vivono a Siena e provengono da famiglie di ceto medio. Tra loro c’è anche una ragazza. Hanno tutti più di 16 anni e alcuni diventeranno maggiorenni nei prossimi mesi. 

Gli investigatori hanno individuato quattro chat, all’interno delle quali sarebbero stati condivisi contenuti inneggianti a Benito Mussolini e Adolf Hitler, messaggi di odio contro immigrati e persone straniere, simboli nazisti e omofobi, oltre a video di aggressioni e risse ai danni soprattutto di extracomunitari. 

Secondo la Digos le immagini condivise non sarebbero riconducibili direttamente agli indagati e nessuno di loro risulta coinvolto in episodi concreti di violenza. 

L’inchiesta è partita nel luglio 2025, dopo la segnalazione del genitore di un ragazzo, poi risultato estraneo ai fatti. “Ci ha riferito che il figlio era stato avvicinato da alcuni coetanei che sostenevano di poter procurare un’arma da fuoco”, ha spiegato il dirigente della Digos di Siena Fausto Camisa. 

Nel corso delle perquisizioni nelle abitazioni di due minorenni sono stati sequestrati un fucile a doppia canna funzionante e cartucce calibro 9. Dall’analisi dei dispositivi elettronici, sarebbero poi emersi collegamenti con altri undici giovani. 

Gli investigatori riferiscono anche di discussioni sulla possibilità di reperire pistole, balestre, tirapugni e coltelli, con l’idea – mai concretizzata – di organizzare ronde e spedizioni punitive contro stranieri, in risposta ad alcune risse avvenute a Siena tra gruppi di immigrati. 

Secondo la polizia, i giovani cercavano “accreditamento” all’interno dei gruppi virtuali attraverso la condivisione di contenuti suprematisti, negazionisti e inneggianti alla violenza. Nelle chat circolavano anche filmati e immagini di carattere pedopornografico, oltre a sticker e materiali propagandistici di estrema destra. 

L’indagine prosegue ora per chiarire ruoli e responsabilità dei singoli ragazzi e verificare eventuali ulteriori collegamenti con ambienti estremisti online.