KIEV - Mentre i raid aerei continuano a colpire tanto Russia come Ucraina, l’attenzione internazionale è concentrata sulla possibile missione degli inviati speciali del presidente statunitense Donald Trump. 

Gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner potrebbero recarsi a Mosca e Kiev il 5 e 6 settembre per quello che sarebbe il loro primo viaggio in Ucraina, dopo diversi incontri già avuti in Russia con il presidente Vladimir Putin e alti funzionari del Cremlino. L’agenzia russa Tass ha riferito che i negoziatori saranno sabato e domenica prima nella capitale russa e successivamente in quella ucraina. 

La visita è stata commentata favorevolmente dall’Unione Europea.

Christian Wigand, portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, ha dichiarato: “L’Ue sostiene e accoglie con favore tutti gli sforzi diplomatici per una pace giusta e duratura in Ucraina. In questo contesto, consideriamo anche la visita dei negoziatori statunitensi a Kiev come un ulteriore passo avanti nei loro sforzi diplomatici. Siamo costantemente in contatto con gli Stati Uniti e con tutti i partner che lavorano per questo obiettivo”. 

Lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato l’imminenza degli incontri in un videomessaggio: “Ci aspettiamo di vedere qui a Kiev i rappresentanti del presidente degli Stati Uniti. Ci aspettiamo che l’incontro si svolga nei prossimi giorni. È molto importante. È importante che gli Stati Uniti rimangano attivi. Siamo pronti a incontrarli in Ucraina, al livello appropriato e per discussioni sostanziali”. Zelensky ha aggiunto che i due inviati dovrebbero poi recarsi nuovamente a Mosca. 

Tuttavia, il viaggio a Kiev appare incerto. Secondo il Kyiv Independent, la missione potrebbe essere a rischio poiché Witkoff, messo in allarme da Mosca sui pericoli legati ai continui bombardamenti sulla capitale ucraina, “ha iniziato ad avere paura”, valutando alternative. Una fonte vicina all’amministrazione Trump ha confermato che la tappa a Kiev, pur programmata, “potrebbe comunque essere annullata”. 

Dal canto suo, il presidente russo Vladimir Putin ha mostrato apertura verso un possibile accordo, sottolineando il sostegno di Paesi come Stati Uniti e Cina. Putin ha spiegato che “i contatti con l’Ucraina stanno continuando” e che il dialogo con i rappresentanti nominati da Trump “sta funzionando”, aggiungendo sul presidente statunitense, “per quanto posso capire, percepire e vedere, è orientato verso un lavoro positivo e costruttivo”. 

Da Vladivostok, tuttavia, Putin ha definito “una manifestazione di terrorismo di Stato” le avvertenze lanciate da Zelensky alle compagnie aeree e assicurative, circa la pericolosità dei cieli russi, a causa dell’incremento di droni inviati da Kiev. 

Nelle ultime 24 ore un’altra notte di attacchi russi ha colpito l’intera Ucraina, causando la morte di almeno sei persone e il ferimento di altre 56. Kiev subisce da oltre una settimana un incessante bombardamento.

Negli ultimi raid, che hanno danneggiato magazzini provocando incendi, si contano 13 feriti (14 secondo altre rilevazioni), con sei persone ricoverate in ospedale tra cui un bambino, come riferito dal sindaco Vitali Klitschko. L’aeronautica militare ucraina ha segnalato il lancio di 121 droni d’attacco Shahed (metà dei quali a reazione) in 15 località, 103 dei quali intercettati. 

Nella regione di Dnipro due poliziotti hanno perso la vita e uno è rimasto ferito. Ad Odessa un attacco mattutino ha causato un morto e tre feriti, danneggiando auto ed edifici residenziali, come confermato dal capo dell’amministrazione militare cittadina Oleg Lysak. 

Sul fronte opposto, le forze armate ucraine hanno condotto diversi attacchi strategici a grande distanza e nelle zone occupate. Vicino a Sochi (località sul Mar Nero dove Putin possiede una residenza) gli ucraini hanno colpito una base della contraerea a Sirius, presso il fiume Psou al confine con l’Abkhazia, dove si ritiene si trovassero sistemi missilistici S-300 o S-400; l’operazione ha provocato un incendio e fatto andare in fiamme un deposito di carburante.  

Parallelamente, nel Donetsk, il capo Denis Pushilin ha comunicato che tre persone sono morte e 14 sono rimaste ferite a causa di raid di droni che hanno danneggiato abitazioni e infrastrutture civili. Infine, droni di Kiev hanno sferrato un attacco oltre 1.300 chilometri dal confine ucraino, colpendo la zona industriale di Sterlitamak, nella Repubblica del Bashkortostan, una struttura che produce carburante per aerei e materiali destinati all’industria della difesa russa.