BERLINO - L’est della Germania si appresta a vivere un appuntamento elettorale cruciale che rischia di ridisegnare la geografia politica dell’intera Repubblica Federale.

Questo mese gli elettori sono chiamati alle urne per rinnovare le assemblee regionali (Landtag) di tre Stati appartenenti (o in parte, come Berlino) all’ex Repubblica Democratica Tedesca (Ddr): Sassonia-Anhalt, Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore. 

La tornata si apre questa domenica, 6 settembre, in Sassonia-Anhalt. Il voto è osservato con straordinaria attenzione poiché potrebbe portare per la prima volta alla formazione di un governo guidato da Alternativa per la Germania (AfD), segnando una svolta storica.

Il presidente uscente del Land, Sven Schulze, del partito cristiano-democratico (Cdu) del cancelliere Friedrich Merz, ha definito la consultazione “una scelta che determinerà il futuro della Germania”. 

I sondaggi attribuiscono all’AfD oltre il 40% delle preferenze, con un vantaggio di 15-20 punti sulla Cdu, che attualmente governa in coalizione con i socialdemocratici (Spd) e i liberali (Fdp). Tuttavia, la possibilità per l’estrema destra di insediarsi all’esecutivo dipenderà dal comportamento degli altri partiti che rifiutano qualsiasi collaborazione: un’ampia coalizione a guida Cdu potrebbe ancora sbarrare la strada all’AfD. 

Alimentato dalla disillusione verso l’impopolare governo di Berlino e dal persistente risentimento per gli esiti della riunificazione del 1990, il consenso del partito si è consolidato attorno al candidato trentacinquenne Ulrich Siegmund. Quest’ultimo propone una linea fondata su posizioni restrittive in materia di immigrazione, sul ripristino dei legami con la Russia, sull’uscita dall’euro e sull’opposizione a quelle che definisce “ideologie di genere” o “insegnanti di sinistra”.  

Negando le etichette di estrema destra ed evitando i toni nazisti contestati a colleghi come Björn Höcke, Siegmund trascura i moniti degli economisti (secondo cui la regione, gravata da un tasso di disoccupazione dell’8% e dal calo demografico, necessita di lavoratori stranieri per settori chiave come la sanità, il turismo e la chimica) puntando tutto su una retorica identitaria.

“Rivoglio la mia bella, vecchia e sicura Germania”, ha dichiarato il candidato dell’AfD Ulrich Siegmund ai suoi sostenitori durante i comizi elettorali.   

Sul piano tecnico, in Sassonia-Anhalt circa 1,69 milioni di cittadini (su una popolazione di 2,12 milioni) sceglieranno i membri del Parlamento regionale, eletti ogni cinque anni. Ogni elettore ha due voti: il primo per il candidato diretto in uno dei 41 collegi, il secondo per la lista di partito (con una soglia di sbarramento al 5%) per distribuire i restanti seggi proporzionali.

Nel 2021 l’affluenza fu del 60,3%, con la Cdu al 37,1%, l’AfD al 20,8%, La Sinistra all’11%, l’Spd all’8,4%, la Fdp al 6,4% e i Verdi al 5,9%. 

Due settimane dopo, il 20 settembre, la consultazione si sposterà nella città-stato di Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. A Berlino si voterà contestualmente per la Camera dei Rappresentanti (Abgeordnetenhaus), che esercita funzioni sia comunali che regionali, e per le assemblee distrettuali.

Per la prima volta il diritto di voto per il parlamento berlinese è stato esteso ai sedicenni e diciassettenni, portando gli aventi diritto a quasi 2,49 milioni di persone, il dato più alto dal 1990.

Come negli altri Laender, il sistema prevede due schede: una per il mandato diretto nei 78 collegi e l’altra per le liste di partito (soglia al 5% o un mandato diretto). I seggi da assegnare sono normalmente 130, soggetti a lievi variazioni. 

Nello stesso giorno, 1,3 milioni di elettori nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore rinnoveranno il proprio parlamento per un mandato quinquennale. L’elettorato attivo comprende i cittadini tedeschi residenti nella regione da almeno 37 giorni e che abbiano compiuto 16 anni entro la data del voto. Il sistema a doppio voto consentirà di scegliere 36 deputati nei collegi uninominali diretti e la quota proporzionale dei restanti seggi tra gli almeno 71 della camera regionale. 

Le tre elezioni orientali rappresentano un test cruciale in vista delle elezioni nazionali del 2029. La crescita dell’AfD, che ha già sfiorato il 20% nei recenti voti nei Laender occidentali di Baden-Württemberg e Renania-Palatinato, preoccupa le istituzioni federali. I governi regionali compongono infatti il Bundesrat (la camera alta tedesca) e detengono competenze primarie su sicurezza, istruzione e cultura.  

Un eventuale esecutivo guidato dall’AfD in un Land preannuncia forti attriti con Berlino: il ministero degli Interni della Turingia ha paventato rischi per la sicurezza dovuti al possibile passaggio di informazioni riservate ad ambienti estremisti, mentre gli analisti costituzionali come Janos Richter del Verfassungsblog avvertono che “il modello basato sul consenso a cui ci siamo abituati in Germania negli ultimi decenni è ora minacciato”.