MONTEVIDEO - A una settimana dal drammatico tentativo di femminicidio avvenuto nell’edificio annesso alla Facoltà di Medicina, la studentessa di 19 anni sopravvissuta all’aggressione ha rilasciato martedì la sua unica dichiarazione formale davanti alla Procura.  

La giovane, dimessa dall’ospedale dopo essere stata sottoposta a diversi interventi chirurgici per le gravi ferite riportate, proseguirà ora il suo percorso di recupero a casa. Il suo aggressore, un compagno di corso della stessa età, si trova attualmente ricoverato in un centro psichiatrico e sarà condotto davanti alle autorità giudiziarie non appena riceverà la dimissione medica. 

Negli stessi momenti in cui la vittima testimoniava, familiari, amici e studenti si sono concentrati davanti alla Facoltà di Medicina per manifestare e richiedere misure di sicurezza concrete, oltre a un serio intervento istituzionale contro la violenza di genere. Durante il presidio è stato letto un documento in cui gli studenti hanno ricordato come questo episodio segua il recente femminicidio di un’altra studentessa della Facoltà di Veterinaria, uccisa durante un tirocinio presso la Universidad de la República (Udelar). 

Nel testo, i manifestanti hanno espresso forti critiche alla reazione iniziale dei vertici universitari, mettendo in discussione la scelta di riprendere subito le lezioni dopo l’aggressione: “Chiediamo un approccio istituzionale responsabile e chiaro sulla problematica della violenza di genere, che offra più spazi di sensibilizzazione e discussione”, si legge nel documento degli studenti. “Se le lezioni di ieri non hanno saputo mettere al centro del dibattito la violenza di genere, cosa ci garantisce che oggi possiamo farlo in sicurezza?”. 

In risposta alla gravità degli eventi, il Consiglio direttivo centrale (Cdc) della Udelar, riunitosi in sessione permanente e in due istanze straordinarie, ha deliberato martedì di estendere la sospensione di tutte le attività curricolari fino a sabato 12 settembre, con una ripresa ufficiale fissata per lunedì 14. 

Come chiarito dal rettore Héctor Cancela, durante lo stop rimarranno consentite le attività amministrative, l’estensione universitaria, l’assistenza e le lezioni che coinvolgono docenti provenienti dall’estero. Il CDC ha inoltre stabilito che le giornate di martedì 9, mercoledì 10 e giovedì 11 settembre siano interamente dedicate ad assemblee, scambi e spazi di riflessione all’interno dei vari poli universitari, imponendo a ogni facoltà di attuare misure mirate contro la violenza e le discriminazioni di genere al rientro in aula. 

Lautaro Gutiérrez, rappresentante della Federazione degli Studenti Universitari dell’Uruguay (FEUU) all’interno del CDC, ha espresso il proprio sostegno alla misura, sottolineando l’importanza di “riprendere le attività gradualmente” per evitare di agire “como se non fosse successo nulla”, evidenziando la necessità di “tornare all’università e sentirla come propria”. 

Infine, il CDC ha incaricato la Commissione aperta per l’equità e il genere (CAEG), l’Unità centrale contro la violenza e gli abusi (UCVAD) e il Rettorato di redigere materiale informativo e linee guida per supportare i docenti al momento del ritorno in aula.