GINEVRA (Svizzera) - Una lettera congiunta di tre confederazioni che compatta il fronte degli oppositori. Per il presidente Gianni Infantino il messaggio pubblicato da Uefa (Europa), Afc (Asia) e Concacaf (Nord e Centro America e Caraibi) non è più una sorpresa, come non lo sono forse le firme mancanti: quelle di Conmebol (Sud America), Caf (Africa) e Ofc (Oceania, ma senza l’Australia che è affiliata alla confederazione asiatica). Insomma, a sette mesi di distanza dalle elezioni Fifa del marzo 2027 a Rabat e a tre mesi dal termine ultimo (18 novembre) della presentazione delle candidature alla presidenza è già tempo di calcoli. Gli schieramenti sono noti, anche se il mosaico di federazioni è tutto fuorché lineare (si pensi al Messico, affiliato alla Concacaf ma schierato per Infantino). Nella loro lettera Uefa, Concacaf e Afc chiedono alla Fifa di rispettare “l’unità del calcio” con una “leadership che serva il calcio, non che cerchi di comandarlo”.
Il riferimento è ovviamente al progetto Ffe, abbandonato da Infantino dopo pochi giorni di grandi polemiche: “Il calcio è la più grande passione condivisa al mondo.Non appartiene a nessun individuo e a nessuna istituzione.Appartiene ai giocatori, ai tifosi, ai club, alle Federazioni affiliate e a ogni istituzione incaricata di salvaguardarne il futuro”. Secondo le tre confederazioni “la crescita registrata nell’ultimo decennio è stata reale. Ma quei progressi non sono mai stati opera di un singolo individuo. Sono stati il risultato del lavoro della Fifa, delle Confederazioni, delle Federazioni affiliate e delle migliaia di persone che dedicano la propria vita al calcio”, si legge nella lettera. Secondo le tre confederazioni “l’ampliamento dei tornei, l’assegnazione delle Coppe del Mondo Fifa 2030 e 2034, la distribuzione delle risorse alle Federazioni sono stati risultati condivisi, concordati insieme e realizzati insieme”.
Le tre confederazioni pongono quindi l’accento sull’integrità del gioco e “l’integrità di coloro che sono stati eletti per guidarlo” perché “la leadership nel calcio non è un possesso. Non consiste nel detenere - o pretendere - il potere per conservarlo. È un dovere di servizio nei confronti della famiglia del calcio che affida quella responsabilità. Quando la fiducia viene tradita attraverso l’inganno, quando un individuo pone sé stesso al di sopra della collettività che gli ha affidato autorità, quel dovere viene abbandonato”. Poi l’accusa in riferimento alla lettera della Fifa alle federazioni dopo la riunione di Rabat: “Non è stato riconosciuto che la proposta stessa fosse intrinsecamente sbagliata - si legge in merito al progetto Ffe -. Continua a mancare il riconoscimento del fatto che tentare di vendere una partecipazione nella Coppa del Mondo abbia rappresentato un grave errore di giudizio”.