WASHINGTON – Donald Trump blinda il controllo della National Intelligence affidandola a un suo fedelissimo, senza alcuna esperienza nel settore.

Il presidente americano ha scelto William Pulte, l’attuale capo della Federal Housing Finance Agency, come guida ad interim dell’Ufficio del direttore degli 007 a stelle e strisce, optando per un alleato (e donatore) che ha svolto un ruolo primario nel deferire alla magistratura, per presunta frode ipotecaria, diversi avversari politici del tycoon.

Pulte, che si avvia a sostituire Tulsi Gabbard, dimessasi a maggio ufficialmente per motivi familiari, “possiede una profonda esperienza nella gestione delle questioni più delicate d’America, nella tutela della sicurezza e della solidità dei mercati, e nella supervisione di oltre 10.000 miliardi di dollari presso Fannie Mae e Freddie Mac”, ha scritto Trump su Truth, in merito ai due colossi pubblici dei mutui e del settore immobiliare.

Pulte, inoltre, “manterrà le cariche di direttore della Federal Housing Finance Agency e di presidente di Fannie Mae/Freddie Mac”, ha aggiunto, tracciando una concentrazione di potere variegata ed enorme.

Si tratta di una scelta insolita, per diverse ragioni: Pulte, in passato titolare di una impresa di costruzioni e di una società di private equity, non possiede alcuna esperienza di alto livello nel campo della sicurezza nazionale. Trump ha inoltre fatto intendere di volerlo tenere nel ruolo ad interim, consapevole delle difficoltà per strappare in Senato l’approvazione in via definitiva per la carica di capo dell’Intelligence Nazionale, il massimo dirigente degli 007 Usa.

Nato nel 1988 a Boynton Beach, in Florida, figlio di Noreen e Mark Pulte, ha fondato la società di investimento Pulte Capital e si è fatto conoscere sui social per iniziative di beneficenza, distribuendo denaro direttamente a persone in difficoltà attraverso il social Twitter, poi diventato X, in quella che era stata ribattezzata “Twitter Philanthropy”.

Il suo ingresso in scena nel secondo mandato Trump risale al marzo dell’anno scorso, quando era stato confermato dal Senato come direttore della Federal Housing Finance Agency, l’agenzia federale che vigila su una parte fondamentale del mercato immobiliare americano: si occupa di mutui e garantisce che gli istituti bancari si comportino in modo sicuro con i clienti.

Durante l’incarico, Pulte ha attirato molta attenzione e non poche polemiche per il suo stile molto aggressivo sui social e per aver lanciato pubblicamente accuse a esponenti democratici.

Naturale, quindi, la freddezza con cui è stata accolta la notizia. “Non abbiamo bisogno di un direttore dell’Intelligence Nazionale (DNI) trasformato in un’arma politica; abbiamo bisogno di professionisti in quella posizione”, ha tagliato corto il leader della maggioranza repubblicana al Senato, John Thune. Il capo della minoranza dem, il senatore Chuck Schumer, ha parlato di “sicario partitico privo di qualsiasi esperienza nel campo dell’intelligence”.